BREAKING: Jeremy Lin salterà il resto della stagione 2017-2018

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Purtroppo è andata proprio come si sospettava, il general manager dei Brooklyn Nets lo ha appena annunciato: Jeremy Lin salterà il resto della stagione sportiva 2017-2018.

La diagnosi parla di una rottura del tendine rotuleo, occorso durante l’esordio stagionale in casa degli Indiana Pacers.

Sean Marks ha voluto esprimere piena solidarietà e supporto al giocatore di Palo Alto, aggiungendo che rimarrà un pezzo importante nonchè un leader di questa squadra.

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Una brutta serata

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Non ci voleva, non ci voleva.
L’esordio dei Brooklyn Nets sul campo degli Indiana Pacers è andato come peggio non poteva andare: una sconfitta (140-131) nonostante 30 punti di D’Angelo Russell ma soprattutto un infortunio sul finale di partita a Jeremy Lin.

Come potete vedere lo sguardo del povero Lin dice tutto, appena si è accasciato per terra. Il suo labiale dice chiaramente “I’m done, i’m done“.

Al termine della partita Kenny Atkinson ha dichiarato che le condizioni del giocatore verranno valutate a breve ma che la preoccupazione è tanta.

Dispiace soprattutto perchè sembrava questo l’anno giusto per vederlo finalmente all’opera in questa squadra, senza alcun problema fisico.
E invece la stagione è iniziata in maniera terribile.

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Brooklyn Nets Preview 2017-2018

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Lo scenario che avevamo descritto lo scorso anno su questi lidi sembra ormai un lontano ricordo. Brooklyn non è più l’abisso della National Basketball Association, il roster assemblato per questa stagione è differente a quello del tutto sperimentale dello scorso anno. Badate bene: i Nets sono ancora in ricostruzione ma finalmente, dopo 3 anni, si vede la luce in fondo al tunnel.
Per molti questa è addirittura la versione più intrigante dei Nets da quando giocano al Barclays Center.

D’Angelo Russell
Jeremy Lin
Allen Crabbe
Rondae Hollis-Jefferson
Timofey Mozgov
Spencer Dinwiddie
Caris LeVert
DeMarre Carroll
Joe Harris
Trevor Booker
Jarett Allen
Isaiah Whitehead
Quincy Acy
Sean Kilpatrick
Tyler Zeller

Questi sono i 15 giocatori sotto contratto che inizieranno la Regular Season, per una volta (almeno per ora!) sono addirittura tutti sani. Impossibile stabilire le rotazioni e i ruoli di riferimento nel sistema di un coach come Kenny Atkinson che ama cambiare le carte in tavola così spesso e che, fondamentalmente, non crede nei ruoli tradizionali. Guards, wings and bigs è l’unica distinzione che saprà farvi ma, dopo la partenza di Brook Lopez, il reparto dei lunghi è alquanto corto. Vi sorprendereste davvero di vedere nel corso di una partita Booker, Acy o addirittura Rondae Hollis-Jefferson nel ruolo di centro titolare?

Per Kenny Atkinson l’importante è che tutti sappiano perfettamente quello che devono fare nella sua motion offense, che tutti siano in grado di correre a tutto campo ad altissimo ritmo, che tutti siano in grado di passare ma soprattutto che siano in grado di prendere tiri da 3 con spazio.
Basta ricordarsi del lavoro fatto con Brook Lopez in una sola stagione facendolo diventare uno dei 7 piedi con più triple tentate nella lega.
Mozgov non avrà lo stesso numero di tiri e soprattutto non ha le mani fatate del centro di Stanford ma anche lui sta iniziando a lavorare sui suoi tiri dalla lunga distanza.

L’unica certezza che possiamo fare in sede di presentazione della nuova stagione è che le chiavi della franchigia sono già state messe a partire dal primo giorno a D’Angelo Russell, la principale operazione di mercato della gestione Sean Marks. Possiamo addirittura dire che Russell è il primo giocatore dei Nets con così tanto potenziale e con un’età così giovane (ha solo 21 anni!) dai tempi di…Kenny Anderson.
Lo spotlight sarà tutto sulle spalle dell’ex Los Angeles Lakers, lui dovrà essere bravo a scrollarsi di dosso le critiche velate di Magic Johnson e la nomea di giocatore di talento ma inconsistente.
E quale allenatore sulla piazza è meglio di Atkinson nel di migliorare un ragazzo così giovane in quel ruolo?
A Russell verranno dati minuti e responsabilità importanti già da subito e, soprattutto, avrà a disposizione un parco di tiratori dal perimetro di tutto rispetto. In preseason quello che è più emerso è stata la sua dedizione nella metacampo difensiva, un rendimento che dovrà per forza di cosa emergere ed essere continuativo se ha intenzione di diventare un All Star a tutto tondo.
In attacco il talento non è stato mai messo in discussinone nonostante abbia ancora poca attitudine come penetratore e preferisca spesso limitarsi sul perimetro.

Il suo compagno di back-court almeno inizialmente sarà Jeremy Lin, il quale avrà un ruolo da chioccia e facilitatore per il neo-arrivato Russell. Il rapporto di coesistenza tra Russell e Lin è un bel punto di domanda ma anche il punto di partenza dal quale Atkinson vuole iniziare la stagione. Entrambi partiranno titolari e uno dei due, secondo il coach, sarà sempre in campo.
La situazione di Jeremy Lin porta degli interrogativi anche per quanto riguarda il suo status di mercato: avendo una player option per uscire dal contratto già in estate verrà sacrificato in cambio di assets per lasciare definitivamente via libera a D’Angelo Russell? Rimarrà a Brooklyn a lungo termine?
Dalla panchina il principale cambio sarà Spencer Dinwiddie, un giocatore arrivato nel silenzio lo scorso anno dopo l’infortunio di Greivis Vasquez e che ha saputo ritagliarsi un ruolo importante dopo tanti miglioramenti. Il progetto dei Nets è quello di farlo diventare un giocatore simile a quello Shaun Livingston passato da Brooklyn anni fa e ora pluri-campione NBA con i Golden State Warriors. Non avrà mai l’atletismo di Livingston ma Dinwiddie (24 anni) ha un tiro più rispettabile, soprattutto dalla lunga distanza.

In precedenza parlavamo dei tanti tiratori presenti a roster. Uno su tutti è senza dubbio alcuno Allen Crabbe, firmato come RFA nell’estate del 2016 con un contratto monstre, pareggiato dai Portland Trail Blazers e ceduto dopo una sola stagione ai Brooklyn Nets che tanto lo avevano cercato e voluto.
Crabbe ha rinunciato al suo trade kicker per un ammontare di 5,6 milioni di dollari per venire a Brooklyn dove spera di aumentare il suo minutaggio e di avere un ruolo non limitato a quello di specialista nel tiro da 3 nonostante le percentuali parlino per lui. Lo scorso anno nei Blazers ha tirato con il 44% da 3 e al suo esordio in preseason, dopo aver saltato parte del training camp e le prime 2 partite, con la maglia dei Nets è stato questo:

Anche Caris LeVert è chiamato ad una stagione di conferma dopo le tante belle cose mostrate nel suo anno da rookie. Un giocatore intercambiabile come pochi: possiamo considerarlo un’ala-piccola, una guardia ed è anche un ottimo facilitatore aiutato dalle sue doti di passatore abbinate ad una discreta visione di gioco. Non abbiamo dubbi sul fatto che sia lui che Russell rappresentino il backcourt del futuro nella testa di Atkinson e Marks.
Dietro Russell, Lin, Crabbe e LeVert nelle gerarchie troviamo Joe Harris, Sean Kilpatrick e Isaiah Whitehead. Il primo è un giocatore estremamente intelligente nonostante le sue doti fisiche e il suo modo di giocare sia fin troppo monodimensionale. Gli altri due sono degli scorer più naturali, sanno crearsi dei tiri dal palleggio ed attaccare il ferro in maniera continuativa, quello che però pecca è il loro decision making e la loro capacità di mettere in moto anche gli altri compagni. Per questo motivo ad oggi Harris sembra il candidato ad avere più minuti partendo dalla panchina rispetto a Whitehead e Kilpatrick.

Atkinson avrà dei dubbi anche nella scelta del lungo da affiancare a Mozgov: Rondae Hollis-Jefferson e DeMarre Carroll sono i due contendenti principali. Il ragazzo da Arizona è miglior difensore che i Nets hanno in squadra, aiutato da un fisico esplosivo è molto bravo nei tagli a canestro. La novità più importante, vista in pre-season, è che ha messo su un accettabile mid-range jumper! La forma appare molto migliorata rispetto alle due annate precedenti e anche i risultati per ora sono più che positivi. Sulle sue percentuali Hollis-Jefferson si gioca non solo il suo minutaggio stagionale ma anche la sua carriera NBA dato che nel 2019 Brooklyn dovrà decidere se estendere a cifre considerevoli il suo contratto.

Problemi di questo tipo non ne ha DeMarre Carroll, lui il contrattone lo ha ottenuto nell’estate 2016 con i Toronto Raptors ed è arrivato sotto forma di salary dump a Brooklyn assieme ad una più che invitante prima scelta. Ma Carroll è solo e soltanto un salary dump?
L’essere tornato a lavorare con Atkinson (suo assistente allenatore negli anni di Atlanta) sembra averlo ringalluzzito. Non solo ha dichiarato di essere finalmente sano dopo due anni ma è il giocatore apparso più in forma nel precampionato.
Carroll è l’unico trentenne, oltre a Mozgov, di questa squadra. È chiamato ad essere uno dei veterani che trascinano con il lavoro quotidiano tutto il resto dei ragazzi giovani. Se confermasse anche solo in parte confermare il suo stato di forma e tornare ad essere il “glue guy” che abbiamo visto ad Atlanta con gli Hawks cambierebbe radicalmente la stagione di Brooklyn.
Partiranno più dietro Trevor Booker e Quincy Acy che però possono trovare spazio anche nel ruolo di centro. Booker è un giocatore di pura energia: difesa, rimbalzi. Un vero e proprio hustle player. Mentre Acy, arrivato ai Nets con un contratto di 10 giorni nello scorso Gennaio e confermato quest’anno, è diventato quello che oggi chiameremmo stretch four dotato di buon atletismo. Lo scorso anno in 32 partite ha segnato 36 triple su un totale di 83 tentativi. Un 43,4% che fa brillare gli occhi del suo staff tecnico.

In quello che è stato per 9 anni il ruolo di Brook Lopez, colui che lo scorso anno è diventato il miglior scorer di sempre della storia di questa franchigia, quest’anno troveremo a battagliare il russo Timofey Mozgov (arrivato nello scambio che ha portato D’Angelo Russell) e il rookie Jarrett Allen.
Se in estate sembrava una lotta impari a favore dell’esperto ex centro di Cavaliers e Lakers oggi possiamo affermare che il ragazzino proveniente da Texas University potrà dare un contributo importante in maniera molto più rapida rispetto alle aspettative.
Sean Marks ne ha sempre parlato bene fin da quando lo ha draftato con la scelta numero 22, dichiarandosi sorpreso e soddisfatto della sua discesa al draft. Allen era prospettato come sicura lottery pick lo scorso anno ma le sue quotazioni sono scese in Aprile-Maggio catapultandolo ad Atlantic Avenue la notte del 22 Giugno. Ad essere messe in discussione non sono tanto le sue doti fisiche, anche perchè parliamo di un’atleta mostruoso con due braccia enormi, ma la sua fame e addirittura il suo amore per il gioco.
I Nets con lui sapranno essere pazienti e si ricorderanno che è pur sempre un ragazzo di appena 19 anni in un ruolo in cui solitamente si matura in età più avanzata.
Di certo le sue armi come l’atletismo e gli incredibili istinti difensivi lo fanno già essere uno dei principali rim protector della squadra.

Colui che sembra più indietro rispetto a tutti gli altri è Tyler Zeller, firmato con un biennale pochi giorni prima dell’inizio del training camp. In un reparto che ha così pochi cm servirà anche il suo contributo, anche solo per spendere qualche fallo, ma ad oggi non sembra poter essere più di un’assicurazione in caso di infortuni.

In conclusione ci troviamo di fronte all’anno 1 dell’era Sean Marks. La squadra è stata costruita ad immagine e somiglianza di un progetto di gioco che ha già un’identità ben precisa e collaudata. Se lo scorso anno eravamo spettatori di una squadra che giocava un basket gradevole ma che mancava nel momento nel crunch-time a causa del poco talento e di un infortunio che ha tenuto Jeremy Lin lontano dal campo per tanto tempo, quest’anno possiamo dire che il livello è sicuramente aumentato, le bocche di fuoco in grado di tirare e segnare da 3 ci sono e l’esperienza maturata nel giocare questo tipo di basket da parte di gente come Dinwiddie, Whitehead, Harris, Hollis-Jefferson, Kilpatrick, Acy e Booker rende i Nets una delle squadre che possono vantarsi di avere una qual certa profondità. Una squadra a cui bisogna prestare molta attenzione anche in ottica ottavo seed in una conference in crisi come la Eastern.

I bookers di Las Vegas sono passati dal pronosticare meno di 20 vittorie a Luglio a circa 28 oggi.
In quest’analisi, pur sempre fatta da appassionato e tifoso, ne pronostico circa 35. Vedremo chi avrà ragione.

Intanto godiamoci questa stagione e questa nuova squadra che sembra poter regalare divertimento e soddisfazione dopo anni di buio pesto.

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Tyler Zeller firma un biennale con i Nets

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Dopo giorni di workout Sean Marks ha preso la sua decisione sul lungo da firmare e dare in pasto a Kenny Atkinson che attualmente ha solo Mozgov, il rookie Allen, Trevor Booker e Quincy Acy.

Nella giornata di oggi, come riporta Adrian Wojnarowski, hanno messo sotto contratto l’ex North Carolina Tar Heels Tyler Zeller con un accordo biennale.

 

Zeller è un lungo in grado di dare fisicità, prendere rimbalzi, giocare in difesa e spendere dei falli ad un roster che ha tremendamente bisogno di tutto questo dal momento in cui è stato scambiato Brook Lopez ai Los Angeles Lakers.
Sembra così sfumare, almeno così sembra, l’opzione di Jared Sullinger caldeggiata nei giorni precedenti data la presenza dell’ex Celtic al campo d’allenamento dei Nets.

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TRADE: Allen Crabbe ai Brooklyn Nets

Con un anno di ritardo alla fine Sean Marks ha preso il suo uomo: Allen Crabbe è un giocatore dei Brooklyn Nets, come riporta Adrian Wojnarowski di ESPN.

 

A finire in Oregon, solo virtualmente, è Andrew Nicholson, prontamente tagliato dalla dirigenza dei Trail Blazers che punta a salvare soldi (i più attenti parlano di Carmelo Anthony come possibile obiettivo)

Sean Marks continua quindi ad approfittare dello spazio salariale della sua squadra per prendersi dei contratti di altre squadre e costruire una squadra funzionale e talentuosa. Dopo DeMarre Carroll è arrivato il turno di Crabbe che lo scorso anno aveva firmato un offer sheet proprio con i Nets sulla base di 75 milioni di dollari per 4 anni.

I Nets si preparano a sfidare i Warriors come squadra che tenterà più tiri da 3 nella lega?

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TRADE: DeMarre Carroll e scelte ai Nets

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Evidentemente a Sean Marks non piace perdere tempo: dopo che Washington ha comunicato di aver pareggiato l’offerta per Otto Porter i Nets hanno usato una parte del proprio salary cap per ottenere una prima (lottery protected) e una seconda scelta nel 2018 (anno in cui i Nets non avevano scelte a causa degli ultimi effetti della trade con Boston) assieme al contratto di DeMarre Carroll dando in cambio Justin Hamilton nel più classico dei salary dump.

Mentre i Raptors salvano circa 30 milioni in due anni, Brooklyn ottiene un giocatore funzionale al suo allenatore e due scelte. Atkinson, infatti, è stato assistente allenatore di quegli Atlanta Hawks che dopo una gran stagione nel 2015 hanno contribuito a far ottenere un gran bel contratto a Carroll.

 

I Nets tra l’altro potrebbero non aver finito qui le loro operazioni in entrata: con 20 milioni disponibili sul cap c’è spazio per acquisire altro talento: proveranno a tentare la ruota dei Restricted Free Agents con JaMychal Green o tenteranno di rilanciare la carriera di Kentavius Caldell-Pope appena diventato unrestricted free agent?

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Report: Washinton pareggia l’offerta per Otto Porter

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Niente di inaspettato: dopo aver lasciato partire Bojan Bogdanovic (firmato dagli Indiana Pacers con un biennale da 21 milioni) i Wizards non si sono lasciati intimorire dalla gigantesca da 106 milioni per 4 anni offerta dai Brooklyn Nets per quanto riguarda le prestazioni di Otto Porter.

Il contratto, pareggiato da Washington, prevede un trade kicker del 15% e il pagamento del 50% del salario annuale di Porter da effettuare già ad Ottobre.

La proprietà dei Wizards ha deciso quindi di non fermarsi e di entrare per la prima volta nella luxury tax consentendo al nucleo di Wall&Beal una nuova rincorsa al trono della Eastern Conference.

Per quanto riguarda i Nets lo scenario non cambia di tanto: una volta che Washington ufficializzerà il ritorno di Porter Brooklyn rimane una delle poche squadre con ampio margine di manovra e grande disponibilità a spendere. I nomi più caldi in questo momento sono quelli di Kentavius Caldwell-Pope (mollato dai Pistons quindi a tutti gli effetti un unrestricted free agent), CJ Miles e JaMychal Green (restricted free agent dai Memphis Grizzlies).

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