Houston pareggia l’offerta per Montiejunas

Come accaduto per Tyler Johnson e Allen Crabbe, anche gli Houston Rockets hanno preferito tenersi il loro restricted free agent Donatas Montiejunas.

 

Montiejunas aveva firmato nella giornata di venerdì un contratto di 4 anni per un totale di 37 milioni.
Houston non potrà scambiare i diritti di Montiejunas in questa stagione e dovrà decidere se esercitare o meno l’opzione a 9 milioni per la prossima stagione entro il 1° Marzo.

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Nets Weekly Report Vol. 6

Ogni lunedì pensieri sparsi sulla settimana appena trascorsa dai Brooklyn Nets.

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Tuesday Madness
Quando ti aspetti di prenderti l’ennesima legnata sui denti ecco che Nets e Clippers diventa la partita più pazza, assurda e incredibile di questo inizio di stagione. Brooklyn veniva da una striscia di 7 sconfitte di fila iniziata proprio a Los Angeles contro i Clippers in una partita persa con un margine di 32 punti. Ma non solo: veniva anche da una serie di infortuni (da Jeremy Lin a Rondae Hollis-Jefferson) che hanno tolto talento e difesa ad una squadra che pecca in entrambe le cose.
Eppure in doppio-overtime i Nets escono vincenti dal Barclays Center 127-122. Come dice una famosa campagna marketing della NBA: This is why we play!

Ma andiamo con ordine: il copione di questo Nets-Clippers sembra il solito per tre quarti, i Clippers giocano nel loro modo e vanno anche avanti di 17 punti. Rivers in cuor suo pensa di poterla portare a casa agilmente e ad inizio quarto quarto schiera un quintetto di sole riserve beccandosi un parziale dai Nets firmato quasi interamente da Sean Kilpatrick, l’eroe del giorno. La notizia vera tra gli spettatori del Barclays Center, compreso il proprietario Prokhorov, è che c’è ancora una partita!
L’ex head coach dei Boston Celtics è così costretto a rimettere in campo i vari Chris Paul, JJ Redick e DeAndre Jordan senza però ottenere una risposta soddisfacente, la sua squadra ha già perso tutto il flow offensivo che aveva precedentemene. I Nets quindi ne approfittano e grazie al contributo dello specialista delle triple Brook Lopez e ancora l’incredibile Kilpatrick vanno avanti di 3 punti a 10 secondi dal termine del quarto quarto. Conosciamo bene la scuola NBA che ti dice di non spendere il fallo quando sei avanti ma sappiamo anche che Atkinson ha passato nella sua carriera quasi 10 anni in Europa tra giocatore e assistente allenatore. Nonostante ciò i Nets decidono di non spendere il fallo e vengono puniti da una tripla di Chris Paul a 1.8 dalla fine. Un tiro di Kilpatrick che entra ed esce dal ferro manda tutti al primo overtime con parità a 107.

Se pensate che la follia di questa partita sia finita qui vi sbagliate di grosso. Malgrado la disparità di talento i Nets non mollano di un centimetro e riescono anche, a dispetto dei loro canoni attuali, a difendere decentemente contro una powerhouse della lega. A 19.9 secondi dal termine del primo overtime sono avanti di 2 punti dopo un 1/2 dalla lunetta di DeAndre Jordan. Los Angeles oltre a dare due canonici liberi ai Nets dopo aver speso il fallo ne regala altri 2 perchè Doc Rivers perde la testa contro la terna arbitrale e si fa espellere!

I Nets, avanti già di 2 lunghezze, hanno 4 tiri liberi per chiudere la contesta e portare a casa la vittoria. Partita finita giusto?
E invece no: Isaiah Whitehead sbaglia entrambi i liberi del tecnico e Sean Kilpatrick fa solo 1/2, il vantaggio è di soli 3 punti.
Ecco quindi che Atkinson deve fronteggiare il dilemma della situazione precedente: spendere il fallo o rischiare di farti riprendere nuovamente? Kenny sceglie ancora la seconda opzione e per la seconda volta viene punito da una tripla di Jamal Crawford magistralmente servito da un superbo Chris Paul. Si va al secondo overtime sul 118 pari.

Nel secondo supplementare i Nets continuano a giocare una hero-ball che ci riporta ai fasti di P.J. Carlesimo/Lionel Hollins con Sean Kilpatrick a fare la parte di Joe Johnson. Anche se Brook Lopez non tocca più un pallone in qualche modo questa pallacanestro, non bellissima da vedere e non nelle corde di Atkinson, da i suoi frutti: a 36 secondi dal termine Kilpatrick segna subendo il fallo e chiude la partita sul 127-122 finale. L’ex D-Leaguer chiuderà con 38 punti e 14 rimbalzi in un match dove ha tirato ben 34 volte! I Nets vincono contro i Clippers e riassaporano il gusto della vittoria dopo tre settimane.

Perchè Prokhorov era in città?
Il motivo è semplice. Non è un mistero che l’oligarca russo stia cercando di vendere parte del pacchetto azionario dei Brooklyn Nets.
Con un comunicato stampa Prokhorov ha annunciato di aver assunto Steve Greenberg, direttore nella Allen & Co, che ha il compito di trovare dei nuovi soci che possano investire nei Nets.

Secondo i ben informati Prokhorov sarebbe disposto a cedere fino al 49% delle quote ma solo quelle riguardanti la squadra, senza quindi toccare gli altri assets che il russo possiede attorno al mondo Nets come il Barclays Center, il Nassau Coliseum e il Brooklyn Paramount Theater. Nel comunicato Prokhorov ha continuato, come fa da anni, ad affermare che non è minimamente interessato a cedere la maggioranza dei Brooklyn Nets e che è motivato a rimanere il principale owner. Sarà vero?

Back to Bucks

Dopo l’eroica partita contro i Clips i Nets scendono in campo per una doppia sfida con i Milwaukee Bucks di Jason Kidd ritrovando almeno parzialmente Rondae Hollis-Jefferson. Nel primo dei due incontri al Barclays Center escono fuori ancora una volta gli stessi limiti mostrati nella striscia di sconfitte consecutive, quelli difensivi e quelli che accadono sistematicamente in ogni terzo quarto dei Nets. Arriva l’ennesimo parziale e contrariamente a ciò che è successo contro i Clippers i Bucks non si sono fermati e hanno approfittato della serata storta al tiro da parte di Brooklyn. Il primo round va a Milwaukee.

 

Stranissima la partita giocata in Wisconsin dove nonostante una serataccia (ad essere generosi) di Brook Lopez i Nets tengono fino alla fine sul campo dei Bucks tirando con percentuali veramente basse per tutti i 48 minuti. Nei Nets è mancato anche l’apporto di Trevor Booker e sono stati costretti ad inserire Anthony Bennett nello starting five. Quel mostro di Giannis piazza tutte le giocate decisive: difesa, assist, stoppate, punti.
Kidd migliora il suo record da allenatore contro i Nets: 12-1.

Weekly MVP
Difficile non darlo a Sean Kilpatrick.

Caris is back
La più bella notizia della settimana: Caris Levert sarà tra i giocatori disponibili per la partita contro i Washington Wizards.

La situazione Montiejunas
Siamo ancora in attesa della risposta dei Rockets per quanto rigurda Donatas Montiejunas. Entro questa notte Houston dovrà comunicare se pareggiare o meno l’offerta dei Nets.

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Nets-Montiejunas: i dettagli del contratto

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Come abbiamo anticipato ieri i Nets hanno messo nero subianco la loro offerta a Donatas Montiejunas.

Si tratta di un quadriennale da 37 milioni di dollari con gli ultimi due anni non garantiti. Houston avrà 3 giorni di tempo per decidere ed eventualmente pareggiare l’offerta.

Altri dettagli: questa offer sheet prevede 5 milioni al giocatore al momento della firma.  Entro il 10 Gennaio la squadra (Brooklyn o Houston) potrà decidere se pagare gli altri 3,5 milioni previsti per il resto della stagione. Entro il 1 Marzo Nets o Rockets sono obbligate a decidere se rinnovare l’opzione del contratto di ben 9 milioni per la stagione 17/18. Gli ultimi due anni non sono garantiti dunque sia Brooklyn o eventualmente Houston possono tagliare il giocatore senza farlo pesare sul salary cap.

Per ogni anno sono previsti dei bonus  da 1 milione con obiettivi facili da realizzare e altri bonus da 500 mila dollari se il giocatore conseguirà degli obiettivi più difficili da perseguire.

Gli Houston Rockets e i rappresentati di Montiejunas hanno provato fino a poche settimane fa a chiudere una trattativa ma l’ultima offerta del general manager dei texani, che partita da una base di 7 milioni all’anno, è stata rifiutata dal giocatore.

Sean Marks decide dunque di riprovarci dopo i tentativi fatti in estate con Tyler Johnson e Allen Crabbe, entrambi finiti con il pareggio dell’offerta da parte di Miami e Portland. Va anche detto che sia per Johnson che per Crabbe le offerte erano di gran lunga superiori mentre questo tentativo per Montiejunas presenta molti meno ostacoli per un pareggio eventuale di Houston.

Per i Nets è una win-win situation: se Houston deciderà di non pareggiare avranno un terzo lungo dopo Booker e Lopez ad un prezzo relativamente basso e tanti modi per tutelarsi in caso di nuovi problemi fisici. Se Houston deciderà di trattenere il lituano la stagione dei Nets continuerà comunque e rimarranno aggressivi sul mercato dato il loro ampio spazio salariale disponibile.

 

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Brooklyn pronta a firmare Donatas Motiejunas

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Non siamo ancora entrati pienamente nella stagione dei rumors sulle trade, molti giocatori  (i free agents che hanno firmato un contratto quest’estate) aspettano il 15 Dicembre per poter essere eleggibili a degli scambi. Eppure qualcosa si muove: Marc Stein di ESPN e Adrian Wojnarowski di The Vertcal riportano che i Nets hanno fatto svolgere le visite mediche a Donatas Montiejunas e sono pronti a farlo firmare entro la giornata di domani.

Il lituano ex Benetton Treviso è un restricted free agent quindi qualora la firma si materializzasse la squadra che detiene i suoi diritti sportivi, gli Houston Rockets, avranno 3 giorni di tempo per pareggiare l’offerta del general manager Sean Marks.

Motiejunas viene da un’annata precedente molto tribolata a causa dei ben noti problemi fisici: sono solo 37 le presenze nella passata stagione con 6,2 punti di media e solo il 28% da 3 punti.

Perchè questo tentativo? Evidentemente i Nets non sono molto contenti dal rendimento di alcune loro firme estive nel reparto lunghi. Scola è un leader carismatico ma ha pur sempre 36 anni, Bennett e McCollough non hanno avuto un grande minutaggio e passano molto più tempo a sevizio dei neonati Long Island Nets della D-League.
In più Marks puo’ permettersi di prendersi un’altra scommessa data la situazione salariale e tecnica dei Nets.

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Nets Weekly Report Vol. 5

Ogni lunedì pensieri sparsi sulla settimana appena trascorsa dai Brooklyn Nets.

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Archiviate le 4 sconfitte consecutive subite tra 3 trasferte ad Ovest e quella contro Portland al Barclays, i Nets iniziano la loro settimana con una buona notizia. Caris Levert ha iniziato ad allenarsi con la squadra dopo il grave infortunio che lo scorso anno gli ha probabilmente tolto una chiamata alla lottery.
Quando lo vedremo in campo? Non c’è una data precisa, ma questo è il primo importante passo.

E Jeremy Lin? Ancora nessuna notizia.

Another blowout
Benchè ne dica il punteggio finale (111-92) i Nets hanno giocato una partita migliore contro i Celtics rispetto a quella contro i Blazers. Sono partiti tirando veramente male ma hanno tenuto nel secondo quarto fino a rimontare a metà del terzo sul 60 pari. Qualche fischio andato storto, la percentuale ai tiri liberi (solo 14 su 22) e la mancanza di talento hanno fatto il resto. Questa è la partita, più di altre occasioni, dove si è davvero sentita la mancanza di una point-guard adeguata come Jeremy Lin: il rapporto tra assist-palle perse è a favore di quest’ultime (18-19).

Dato che le sfortune non vengono mai da sole Brooklyn perde anche Rondae Hollis-Jefferson per un problema alla caviglia.

A Indianapolis i decimati Nets scendono in campo con un pessimo atteggiamento e subiscono la sesta sconfitta consecutiva per mano dei Pacers. I ragazzi di Atkinson difendono male (ma non è una novità), tirano male e perdono tantissimi palloni.
Indiana vince senza nemmeno accendere la quarta.

La partita contro i Sacramento Kings segue lo stesso identico canovaccio della precedente: festival del canestro per due quarti, un film horror nel terzo quarto e sconfitta definitiva con più di 120 punti subiti. No D, no W’s.

 

Weekly MVP
Vale davvero la pena di assegnarlo?

Altre 3 sconfitte, con la squadra che perde pezzi e che prende tanti punti. Brooklyn sta andando davvero verso una spirale negativa che in tanti pronosticavano ad inzio anno.
John Schuhmann di NBA.com si interroga sul sistema difensivo dei Nets e sulla sua efficacia con questo roster a disposizione. La velocità di piedi e il poco atletismo non permettono ai Nets di ruotare decentemente e chiudere sugli avversari in tantissime situazioni di gioco: i Nets soffrono a rimbalzo, soffrono nelle situazioni di pick and roll, vanno in crisi nel chiudere i tiratori avversari che, al ritmo di pallacanestro che i Nets impongono, hanno sempre un tiro piuttosto comodo da prendere.
Sean Kilpatrick la pensa in maniera diversa e attende il ritorno di Lin e Hollis-Jefferson: “At the end of the day we gotta stick together. That’s something that’s really important with this core group. Once everyone is healthy, and once we’re at full strenght, we’re gonna be a problem in this league.That’s something everybody knows in this locker room.”

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Nets Weekly Report Vol. 4

4Ogni lunedì pensieri sparsi sulla settimana appena trascorsa dai Brooklyn Nets.

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Nella settimana dei Nets 4 partite contro 4 formazioni della Western Conference: il back-to-back a Los Angeles, la trasferta di Oklahoma City e il ritorno a casa contro i Portland Trail Blazers. Tutte squadre in forma con un record superiore al 50%.

On To LA

Brooklyn ha affrontato le due impegnative partite contro Clippers e Lakers con un piglio molto diverso. Far riposare Brook Lopez durante i back to back è diventata una precisa scelta di questa stagione (l’unica eccezione è stata contro i Knicks) e in questo caso sono i beneficiari sono stati i Clippers. La squadra di CP3 oggi è quella che ha il miglior record della lega, rappresentano quindi un avversario più probante rispetto alla seppur sorprendente formazione di Luke Walton. Contro i Clippers arriva un prevedibile blowout di grandi proporzioni, basti pensare che il primo quarto finisce 39-14.
Troppo più forti i Clippers, troppo più deboli i Nets privi di Lin, Lopez e Whitehead e col solo Justin Hamilton (!!) a battagliare in frontline contro il duo Griffin-Jordan.
Contro i Lakers i Nets giocano una partita migliore rispetto a quella del giorno prima rimanendo a galla per tutta la partita grazie al tiro da 3 punti ma difendono veramente male il proprio pitturato consentendo a Mozgov e a Tarik Black di fare e disfare. Inoltre hanno dovuto fare i conti con una squadra che in questo momento gioca bene e ha in D’Angelo Russell (32 punti) una probabile futura superstar e un giocatore solido come Julius Randle (tripla doppia da 17 punti, 14 rimbalzi e 10 assist) . Atkinson nei minuti prova la carta Yogi Ferrell e la sua squadra è tenuta in gioco da una gran partita di Bojan Bogdanovic (29 punti) ma alla lunga vincono i Lakers 125-118.

Nota positiva
Niente più back-to-back fino a quello proibitivo del 22-23 Dicembre quando affronteremo Cleveland e Golden State.

Injury Update:
I Nets comunicano che non c’è alcun aggiornamento concreto per quanto riguarda il ritorno in campo di Jeremy Lin.

Russell’s Home
Contro i Thunder Atkinson sceglie di far tornare Kilpatrick in panchina inserendo Randy Foye (ex che non ha lasciato traccia in Oklahoma) nel quintetto base nel ruolo di point-guard. Un po’ di statistiche del primo quarto? I Nets segnano 40 punti (concedendone 34) tirando 8-10 da 3 punti. Le mani dei Nets si raffreddano già nel secondo quarto dove i Thunder hanno chiuso con un 21-8 di parziale mettendo la testa avanti.
I buoi scappano definitivamente nel secondo quarto quando Brooklyn non riesce mai a fermare l’attacco di OKC capitanato da un Westbrook praticamente perfetto che non solo segna ma fa girare la sua squadra in maniera splendida. Chiuderà in tripla doppia con 30 punti, 11 rimbalzi e 13 assist. Per i Nets altro blowout: 124-105.

Back in Brooklyn
I Nets tornano a casa ma il copione non cambia: si resta in partita fino a quando le percentuali sono dalla nostra ma appena iniziano a scemare l’altra squadra, che generalmente ha più talento, non smette di segnare. Brooklyn gioca una partita rivoltante difensivamente concedendo ai Blazers 129 punti (e posso assicurarvi che potevano essere anche di più) prendendosi l’ennesima meritatissima scoppola.

Weekly MVP
Difficile trovarne uno in una settimana del genere, scelgo Bojan Bogdanovic per essere stato l’ultimo a mollare nella partita più combattuta di questi sette giorni.

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Nets Weekly Report Vol. 3

Ogni lunedì pensieri sparsi sulla settimana appena trascorsa dai Brooklyn Nets.

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Altra settimana con tre partite per i Nets alla ricerca di una qualche forma d’identità dopo l’infortunio di Jeremy Lin: la prima in casa contro i TWolves, il derby contro i New York Knicks e il viaggio ad ovest che parte da Phoenix.

Too close to call
Nella notte che ha deciso le presidenziali americane anche i Nets hanno vinto la loro partita contro i Timberwolves in una volata finale punto a punto. Nel primo tempo c’è stato un duello rusticano tra Karl-Anthony Towns e Brook Lopez e ad entrambe le squadre non è nemmeno sfiorata l’idea di provare a difendere. Punteggio alto quindi con la panchina dei Nets a sfidare, oltre a KAT, anche un Wiggins in versione deluxe (career high con 36 punti per il canadese). Whitehead, seconda partita da titolare, ha giocato senza strafare una partita molto solida per un rookie scelto al secondo giro (6 punti, 7 rimbalzi e 7 assist). Nel ritorno al basket giocato di Randy Foye brillano uscendo dal pino Sean Kilpatrick (14 punti) e Joe Harris (11 punti). La vittoria è suggellata da una tripla di Bojan Bogdanovic a 37.4 secondi dal termine: finisce 119-110 per i Brooklyn Nets.

Nella giornata di mercoledì Sean Marks ha deciso di interrompere il rapporto contrattuale con Greivis Vasquez, ancora incapace di recuperare dai suoi problemi fisici. Al suo posto un altro giovane, Yogi Ferrell, che con i Nets ha già giocato in Summer League.

Il primo derby
A poche ore dall’ingresso al Madison Square Garden per giocare contro i New York Knicks i nostri Nets hanno perso anche Whitehead vittima di una lieve commozione cerebrale contro i TWolves e fuori dalla partita secondo quanto stabilisce il nuovo protocollo NBA.
Atkinson ha provato un quintetto sperimentale con Kilpatrick da pointguard, Bogdanovic, Hollis-Jefferson, Booker e Lopez è stato regolarmente schierato anche in back-to-back.
I Nets sono partiti con la giusta energia sia in attacco che in difesa e sono stati avanti fino a metà del terzo quarto. La mancanza di talento (e uomini) si è sentita quando Carmelo Anthony ha ribaltato il punteggio, seppur quasi esclusivamente in situazioni di iso-basketball, riportando New York a galla. Tra le riserve non è bastato il solo apporto di Justin Hamilton per tenere aperta la partita, a spezzare definitivamente l’incontro è stato Kristaps Porzingis che nel quarto quarto ha fatto pentole e coperchi.

La prima vittoria in trasferta è arrivata nel profondo Ovest sul campo dei Phoenix Suns, tutto questo nonostante le solite assenze (il quintetto sperimentale viene confermato) e una brutta serata per Brook Lopez. In assenza di un vero e proprio ball-handler i Nets ruotano nella posizione di PG Kilpatrick, Hollis-Jefferson, Foye e Ferrell.
Risultato? 122 punti e 6 uomini in doppia cifra con due career high, i 20 punti con 13 rimbalzi di RHJ (migliore in campo) e i 19 punti di Joe Harris partendo dalla panchina.

I Nets, dopo essersi complicato la vita complici le 17 palle perse, hanno chiuso l’incontro con un 20-4 di parziale.

 

Weekly MVP: Potrei darlo a Lopez per la partita con i TWolves o ad Hollis-Jefferson per quella giocata contro i Suns, ma questa settimana premio l’uomo che siede in panchina: caro Kenny Atkinson grazie per aver ridato ai tifosi Nets il piacere di guardare una partita di basket.
E un grazie anche al suo nuovo assistente allenatore:

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