TRADE: K.J. McDaniels ai Nets

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Come prevedibile i Nets non si sono fermati qui: dopo la trade che ha portato una prima scelta, Andrew Nicholson e il contratto in scadenza di Marcus Thornton (già tagliato) in cambio di Bojan Bogdanovic la squadra di Sean Marks ha appena acquistato i diritti di K.J. McDaniels.

Questo scambio permette ai Rockets di liberare circa 3,3 milioni di spazio mentre per Brooklyn l’occasione di prendere un giovane (McDaniels è un classe ’93) che possa fare comodo in questa fase di ricostruzione.

 

Prima della casacca dei Rockets McDaniels ha vestito quella dei Philadelphia 76ers nel suo anno da rookie, in questa stagione ha visto scarso minutaggio (circa 7 minuti di media a partita) viaggiando a 2.8 punti per ogni allacciata di scarpe.

Il contratto di K.J. McDaniels, oltre alla quota di stipendio rimanente di questa stagione, prevede una team option per il prossimo anno a 3,4 milioni di dollari.

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TRADE: Bogdanovic ai Wizards. Nets ottengono una prima scelta, Nicholson Thornton

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Con il peggiore record della lega (e pochi margini di miglioramento) Sean Marks pensa già al futuro recuperando un preziosissimo asset in vista del prossimo draft.

Adrian Wojnarowski ha appena riportato i termini della trade: Bojan Bogdaovic ai Washington Wizards assieme a Chris McCollough in cambio di una prima scelta (lottery protected) del draft 2017, Andrew Nicholson e Marcus Thornton.

Inizia quindi il processo di ricostruzione dei Nets che al prossimo draft non avranno la loro scelta (di proprietà di Boston) ma il famoso swap con i Celtics (che in questo momento sceglierebbero con la pick numero 26) e la prima scelta dei Washington Wizards (numero 23 ad oggi).

La domanda che dobbiamo farci ora è facilissima: sarà ceduto anche Brook Lopez per qualche scelta al primo giro e un giovane interessante nelle prossime 24 ore? Finisce così il mercato dei Nets fino al prossimo Giugno?

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Nets Weekly Report Vol. 8

Ogni lunedì pensieri sparsi sulla settimana appena trascorsa dai Brooklyn Nets.

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A Houston i Nets riabbracciano finalmente Jeremy Lin, assente dal 4 Novembre, in una partita piuttosto complicata contro una squadra in formissima.
La presenza di Lin però da entusiasmo, nei suoi 20 minuti di utilizzo partendo dalla panchina, i Nets rimontano ogni parziale dei Rockets che dalla loro hanno un James Harden da 36 punti, 11 assist, 8 rimbalzi e una miriade di chiamate arbitrali a favore (ma siamo a Houston, puo’ starci) ma soprattutto i 24 punti pesantissimi di Eric Gordon.
Da buona squadra Dantoniana i Rockets hanno tirato 43 triple segnandone 17, i Nets si sono fermati solo a 20.
Dopo essere stati sotto di 15 e aver quasi terminato la loro rimonta Brooklyn si ferma sul più bello: sotto di 2 a 8 secondi dal termine Sean Kilpatrick perde un sanguinosissimo pallone battendo la rimessa da fondo campo. Gordon non sbaglia i liberi e i Rockets hanno la meglio 122-118.
Apprezziamo molto il cuore dei giovani Nets e molto meno lo scandaloso arbitraggio di Houston.

 

 

Dopo 48 ore si scende in campo nuovamente contro i Los Angeles Lakers che hanno vinto lo scontro d’andata dello Staples Center. Jeremy Lin salta la partita per un problema alla schiena. Due squadre piuttosto giovani, con due head coach al primo anno e record quasi simili: la partita non poteva che essere equilibrata. A deciderla sono stati la voglia e la determinazione dei Nets a rimbalzo, dove Trevor Booker ha fatto il vuoto prendendone 18 in testa alla frontline dei Lakers. Complessivamente i Nets hanno preso 61 rimbalzi (di cui 19 offensivi). Migliori realizzatori sono stati Lopez (20 punti con 7 rimbalzi), Bogdanovic (23) e Kilpatrick (22). Le statistiche non rendono onore ma sul finale anche la prestazione di Joe Harris e soprattutto quella di Isaiah Whitehead sui due lati del campo è stata importante ai fini della vittoria, il minutaggio di Whitehead in una fase così primordiale della sua carriera NBA lo aiuterà molto rispetto ai suoi colleghi rookies.
L’altro nostro rookie, Caris LeVert, continua a vedere il campo per una decina di minuti ad allacciata di scarpe: possiamo ribadire che gli istinti difensivi ci sono già tutti e si fanno vedere. Per il resto bisogna aspettare che il minutaggio aumenti e che squadra e coaching staff aumentino di grado in grado le responsabilità nella metacampo avversaria.
Ai Nets va quindi la vittoria, ai Lakers rimane la più bella giocata della partita. Godetevi questo poster di Larry Nance Jr. ai danni del povero Brook Lopez:

Cosa succede a Long Island?
Come vi ricorderete i Nets hanno tagliato Yogi Ferrell la scorsa settimana, firmando Spencer Dinwiddle al suo posto. Successivamente i diritti sportivi di Ferrell sono stati presi dalla franchigia della D-League controllata da Brooklyn che gioca a Long Island.
Il piccolo Yogi nonostante la discesa dalla lega maggiore a quella di sviluppo continua a non mollare nulla ma la vera notizia sono i continui progressi di Chris McCollough, la prima scelta dei Nets dello scorso draft, che attualmente viaggia a 20 punti di media conditi da quasi 9 rimbalzi. Quando arriverà il suo turno?

Nella città di Disneyworld i Nets non riescono a trovare la loro seconda vittoria in trasferta della loro annata. Il copione è molto simile alla partita con i Lakers ma questa volta Orlando, pur tirando malissimo dal campo, ottiene extrapossessi che valgono oro e Brooklyn difende ancora una volta in maniera pessima quando la partita conta davvero.
Nel finale Evan Fournier segna la tripla del +5 e Bojan Bogdanovic ne sbaglia una molto simile: gioco, partita e incontro. Vincono i Magic 118-111, per i Nets in versione estesa (11 giocatori in rotazione, non saranno un po’ troppi?) altra cocente delusione on the road.

 

 

Worst team in the NBA?
Nella gara tra le due peggiori squadre della lega i Sixers hanno la meglio 108-107 in un festival degli orrori vinto però dalla squadra che ha in campo il giocatore migliore: Joel Embiid. Il ragazzone di Kansas gioca una delle migliori partite della sua giovane carriera: 33 punti, 10 rimbalzi, 3 stoppate e una serie di canestri importanti per dare la vittoria a Philly. Per i Nets solita storia: zero difesa, esecuzione che latita quando la palla scotta, 16 palle perse e gara a rimbalzo persa. Brooklyn viene addirittura doppiata nella voce riguardante i rimbalzi offensivi.
Il calendario ora dice trasferta a Toronto e il back-to-back con Golden State e Cleveland: siamo pronti ad essere la peggiore squadra NBA per Natale?

Tante domande, poche risposte
Con il record che cola a picco bisognerebbe iniziare a farsi qualche domandina sulla gestione di questi primi mesi e sui progressi ottenuti. Se è vero che Brooklyn gioca un basket un filino più godibile rispetto ad un anno fa i risultati non cambiano tantissimo, il conto delle sconfitte rispetto all’ultimo anno della putrida gestione Hollins rimane più o meno simile.
Ma in un anno di pura transizione lascia molto a desiderare l’aspetto che riguarda i minutaggi di questa squadra: la rotazione a 11 sembra davvero esagerata e ad oggi quelli che riescono ad ottenere un numero più alto di minuti in campo non sono proprio i ragazzini che rappresentano il nostro futuro: da quando è tornato dall’infortunio Rondae Hollis-Jefferson è stabilmente partito dalla panchina, LeVert vede per pochissimi minuti il campo e McCollough è stabilmente in D-League. Eppure a prendere i minuti in questo scorcio di stagione sono stati i Foye, Scola e ora addirittura i Bennett della situazione. Tutta gente che sicuramente poco avranno a spartire con i Nets nei prossimi anni.
In più c’è la questione Jeremy Lin: perchè il suo impiego in campo è sempre limitato a particolari restrizioni?
Questa squadra puo’ permettersi davvero di tenere fuori per lunghi tratti delle partite Lin e Lopez?
Cosa fare del discontinuo Bojan Bogdanovic ora che è giunto alla fine del suo contratto triannale?

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Nets Weekly Report Vol. 7

Ogni lunedì pensieri sparsi sulla settimana appena trascorsa dai Brooklyn Nets.

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Archiviata la situazione Montiejunas (i Rockets hanno pareggiato la offer sheet di Marks) i Nets si sono presentati sul loro campo al cospetto dei Washington Wizards, squadra più talentuosa ma con tanti problemi. Il tanto atteso debuto della prima scelta Caris LeVert non c’è stato e i Nets hanno letteralmente gettato via un buonissimo primo tempo chiuso in vantaggio di 16 punti. Il solito sciagurato terzo quarto toglie ogni energia alla squadra di Atkinson, Brooklyn in pochi minuti si fa rimontare dai Wizards e va sotto nel punteggio. Nell’ultimo quarto Joe Harris e Kilpatrick tengono la squadra in partita conquistandosi dei falli ma difensivamente non riescono mai a tenere il passo di Wall e Beal.
Partita persa, 118 punti al passivo e record che precipita.

48 ore dopo i Nets contro i Nuggets ripetono esattamente lo stesso copione: vanno avanti di 16 all’intervallo, partono benissimo anche nel terzo quarto andando anche sopra di 29 punti (ripeto: ventinove punti) ma improvvisamente blackout totale.
Offensivamente Brooklyn inizia a prendersi solo dei tiri affrettati da 3 con poca circolazione di palla e poco coinvolgimento dell’intera squadra, difensivamente il solito disastro e a rimbalzo l’energia di Faried e Wilson Chandler fanno a pezzi l’intero frontcourt dei Nets.
I 29 punti di vantaggio diventano solo 3 con palla in mano a Denver per una rimessa a 13 secondi dalla fine. Fortunatamente Jameer Nelson ci grazia e butta via il pallone del possibile pareggio. Bogdanovic prima e Kilpatrick dopo segnano i tiri liberi della vittoria: 116-111 è il punteggio finale del Barclays Center.

Tutto il quintetto dei Nets è andato in doppia cifra, 24 punti con 8 rimbazi per Lopez, 22 per Kilpatrick, 14 di Whitehead, doppia doppia da 15 punti e 12 rimbalzi per Trevor Booker e 19 punti per Bojan Bogdanovic.. Dalla panchina arrivano anche 16 punti per Joe Harris e, soprattutto, l’esordio NBA per Caris LeVert. Per il prodotto di Michigan nessun canestro in nove minuti ma 4 rimbalzi e 3 palle recuperate. Ma non lasciatevi ingannare dalle sole cifre: Caris ha mostrato degli istinti naturali per il gioco già piuttosto marcati nonostante non giocasse una partita agonistica da più di un anno dal suo infortunio, il resto verrà da sè. La novità che propone Atkinson nelle sue rotazioni è rappresentata da Anthony Bennett. La prima scelta ex Cavaliers si è guadagnato con impegno e grande dedizione, soprattutto a rimbalzo, i minuti che appartenevano a Luis Scola.

Bye Yogi, Hello Spencer

Nella giornata di giovedì i Nets hanno richiesto il taglio di Yogi Ferrell. Con la situazione di Jeremy Lin e le naturali difficoltà del rookie Isaiah Whitehead i Nets hanno deciso di dare una chance a Spencer Dinwiddie, ex Detroit Pistons scelto con la numero 38 nel draft del 2014.

 

Come riporta Woj il contratto di Dinwiddie è un triennale garantito solo parzialmente.

Come da tradizione, lunga da ben 14 anni, i Nets prendono la consueta legnata a San Antonio e non c’è davvero molto da dire dato che il punteggio mi pare piuttosto indicativo: 130-101.

Chiudiamo la settimana con una bella notizia, Jeremy Lin è davvero pronto a tornare. Vedrà già il campo contro Houston?

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Houston pareggia l’offerta per Montiejunas

Come accaduto per Tyler Johnson e Allen Crabbe, anche gli Houston Rockets hanno preferito tenersi il loro restricted free agent Donatas Montiejunas.

 

Montiejunas aveva firmato nella giornata di venerdì un contratto di 4 anni per un totale di 37 milioni.
Houston non potrà scambiare i diritti di Montiejunas in questa stagione e dovrà decidere se esercitare o meno l’opzione a 9 milioni per la prossima stagione entro il 1° Marzo.

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Nets Weekly Report Vol. 6

Ogni lunedì pensieri sparsi sulla settimana appena trascorsa dai Brooklyn Nets.

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Tuesday Madness
Quando ti aspetti di prenderti l’ennesima legnata sui denti ecco che Nets e Clippers diventa la partita più pazza, assurda e incredibile di questo inizio di stagione. Brooklyn veniva da una striscia di 7 sconfitte di fila iniziata proprio a Los Angeles contro i Clippers in una partita persa con un margine di 32 punti. Ma non solo: veniva anche da una serie di infortuni (da Jeremy Lin a Rondae Hollis-Jefferson) che hanno tolto talento e difesa ad una squadra che pecca in entrambe le cose.
Eppure in doppio-overtime i Nets escono vincenti dal Barclays Center 127-122. Come dice una famosa campagna marketing della NBA: This is why we play!

Ma andiamo con ordine: il copione di questo Nets-Clippers sembra il solito per tre quarti, i Clippers giocano nel loro modo e vanno anche avanti di 17 punti. Rivers in cuor suo pensa di poterla portare a casa agilmente e ad inizio quarto quarto schiera un quintetto di sole riserve beccandosi un parziale dai Nets firmato quasi interamente da Sean Kilpatrick, l’eroe del giorno. La notizia vera tra gli spettatori del Barclays Center, compreso il proprietario Prokhorov, è che c’è ancora una partita!
L’ex head coach dei Boston Celtics è così costretto a rimettere in campo i vari Chris Paul, JJ Redick e DeAndre Jordan senza però ottenere una risposta soddisfacente, la sua squadra ha già perso tutto il flow offensivo che aveva precedentemene. I Nets quindi ne approfittano e grazie al contributo dello specialista delle triple Brook Lopez e ancora l’incredibile Kilpatrick vanno avanti di 3 punti a 10 secondi dal termine del quarto quarto. Conosciamo bene la scuola NBA che ti dice di non spendere il fallo quando sei avanti ma sappiamo anche che Atkinson ha passato nella sua carriera quasi 10 anni in Europa tra giocatore e assistente allenatore. Nonostante ciò i Nets decidono di non spendere il fallo e vengono puniti da una tripla di Chris Paul a 1.8 dalla fine. Un tiro di Kilpatrick che entra ed esce dal ferro manda tutti al primo overtime con parità a 107.

Se pensate che la follia di questa partita sia finita qui vi sbagliate di grosso. Malgrado la disparità di talento i Nets non mollano di un centimetro e riescono anche, a dispetto dei loro canoni attuali, a difendere decentemente contro una powerhouse della lega. A 19.9 secondi dal termine del primo overtime sono avanti di 2 punti dopo un 1/2 dalla lunetta di DeAndre Jordan. Los Angeles oltre a dare due canonici liberi ai Nets dopo aver speso il fallo ne regala altri 2 perchè Doc Rivers perde la testa contro la terna arbitrale e si fa espellere!

I Nets, avanti già di 2 lunghezze, hanno 4 tiri liberi per chiudere la contesta e portare a casa la vittoria. Partita finita giusto?
E invece no: Isaiah Whitehead sbaglia entrambi i liberi del tecnico e Sean Kilpatrick fa solo 1/2, il vantaggio è di soli 3 punti.
Ecco quindi che Atkinson deve fronteggiare il dilemma della situazione precedente: spendere il fallo o rischiare di farti riprendere nuovamente? Kenny sceglie ancora la seconda opzione e per la seconda volta viene punito da una tripla di Jamal Crawford magistralmente servito da un superbo Chris Paul. Si va al secondo overtime sul 118 pari.

Nel secondo supplementare i Nets continuano a giocare una hero-ball che ci riporta ai fasti di P.J. Carlesimo/Lionel Hollins con Sean Kilpatrick a fare la parte di Joe Johnson. Anche se Brook Lopez non tocca più un pallone in qualche modo questa pallacanestro, non bellissima da vedere e non nelle corde di Atkinson, da i suoi frutti: a 36 secondi dal termine Kilpatrick segna subendo il fallo e chiude la partita sul 127-122 finale. L’ex D-Leaguer chiuderà con 38 punti e 14 rimbalzi in un match dove ha tirato ben 34 volte! I Nets vincono contro i Clippers e riassaporano il gusto della vittoria dopo tre settimane.

Perchè Prokhorov era in città?
Il motivo è semplice. Non è un mistero che l’oligarca russo stia cercando di vendere parte del pacchetto azionario dei Brooklyn Nets.
Con un comunicato stampa Prokhorov ha annunciato di aver assunto Steve Greenberg, direttore nella Allen & Co, che ha il compito di trovare dei nuovi soci che possano investire nei Nets.

Secondo i ben informati Prokhorov sarebbe disposto a cedere fino al 49% delle quote ma solo quelle riguardanti la squadra, senza quindi toccare gli altri assets che il russo possiede attorno al mondo Nets come il Barclays Center, il Nassau Coliseum e il Brooklyn Paramount Theater. Nel comunicato Prokhorov ha continuato, come fa da anni, ad affermare che non è minimamente interessato a cedere la maggioranza dei Brooklyn Nets e che è motivato a rimanere il principale owner. Sarà vero?

Back to Bucks

Dopo l’eroica partita contro i Clips i Nets scendono in campo per una doppia sfida con i Milwaukee Bucks di Jason Kidd ritrovando almeno parzialmente Rondae Hollis-Jefferson. Nel primo dei due incontri al Barclays Center escono fuori ancora una volta gli stessi limiti mostrati nella striscia di sconfitte consecutive, quelli difensivi e quelli che accadono sistematicamente in ogni terzo quarto dei Nets. Arriva l’ennesimo parziale e contrariamente a ciò che è successo contro i Clippers i Bucks non si sono fermati e hanno approfittato della serata storta al tiro da parte di Brooklyn. Il primo round va a Milwaukee.

 

Stranissima la partita giocata in Wisconsin dove nonostante una serataccia (ad essere generosi) di Brook Lopez i Nets tengono fino alla fine sul campo dei Bucks tirando con percentuali veramente basse per tutti i 48 minuti. Nei Nets è mancato anche l’apporto di Trevor Booker e sono stati costretti ad inserire Anthony Bennett nello starting five. Quel mostro di Giannis piazza tutte le giocate decisive: difesa, assist, stoppate, punti.
Kidd migliora il suo record da allenatore contro i Nets: 12-1.

Weekly MVP
Difficile non darlo a Sean Kilpatrick.

Caris is back
La più bella notizia della settimana: Caris Levert sarà tra i giocatori disponibili per la partita contro i Washington Wizards.

La situazione Montiejunas
Siamo ancora in attesa della risposta dei Rockets per quanto rigurda Donatas Montiejunas. Entro questa notte Houston dovrà comunicare se pareggiare o meno l’offerta dei Nets.

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Nets-Montiejunas: i dettagli del contratto

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Come abbiamo anticipato ieri i Nets hanno messo nero subianco la loro offerta a Donatas Montiejunas.

Si tratta di un quadriennale da 37 milioni di dollari con gli ultimi due anni non garantiti. Houston avrà 3 giorni di tempo per decidere ed eventualmente pareggiare l’offerta.

Altri dettagli: questa offer sheet prevede 5 milioni al giocatore al momento della firma.  Entro il 10 Gennaio la squadra (Brooklyn o Houston) potrà decidere se pagare gli altri 3,5 milioni previsti per il resto della stagione. Entro il 1 Marzo Nets o Rockets sono obbligate a decidere se rinnovare l’opzione del contratto di ben 9 milioni per la stagione 17/18. Gli ultimi due anni non sono garantiti dunque sia Brooklyn o eventualmente Houston possono tagliare il giocatore senza farlo pesare sul salary cap.

Per ogni anno sono previsti dei bonus  da 1 milione con obiettivi facili da realizzare e altri bonus da 500 mila dollari se il giocatore conseguirà degli obiettivi più difficili da perseguire.

Gli Houston Rockets e i rappresentati di Montiejunas hanno provato fino a poche settimane fa a chiudere una trattativa ma l’ultima offerta del general manager dei texani, che partita da una base di 7 milioni all’anno, è stata rifiutata dal giocatore.

Sean Marks decide dunque di riprovarci dopo i tentativi fatti in estate con Tyler Johnson e Allen Crabbe, entrambi finiti con il pareggio dell’offerta da parte di Miami e Portland. Va anche detto che sia per Johnson che per Crabbe le offerte erano di gran lunga superiori mentre questo tentativo per Montiejunas presenta molti meno ostacoli per un pareggio eventuale di Houston.

Per i Nets è una win-win situation: se Houston deciderà di non pareggiare avranno un terzo lungo dopo Booker e Lopez ad un prezzo relativamente basso e tanti modi per tutelarsi in caso di nuovi problemi fisici. Se Houston deciderà di trattenere il lituano la stagione dei Nets continuerà comunque e rimarranno aggressivi sul mercato dato il loro ampio spazio salariale disponibile.

 

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