L’abisso della NBA: Brooklyn Nets 2016/2017

lin-lopez

Siete appassionati di storie sportive che generalmente finiscono male? Provate qualche forma di simpatia o tenerezza per chi ha davvero poche chances di farcela? Sentite il bisogno di diventare fan di una squadra NBA senza dover far fronte alla pressione di dover vincere a tutti i costi l’anello? Preferite andare in vacanza con la vostra compagna (o con il vostro compagno) durante il periodo che va da Aprile-Maggio senza stare dietro a quelle stupide nottate con i playoff NBA? I Brooklyn Nets 2016/2017 fanno per voi!  Allacciate le cinture, preparate i vostri armamenti carichi di pazienza, dimenticate le palline del draft (le lotterie non ci riguardano fino al 2018!) e sarete i benvenuti ad Atlantic Avenue.

Questa è la lista dei nostri 15 eroi che a partire da domani notte giocheranno la prima di 82 partite di regular season:

Jeremy Lin
Bojan Bogdanovic
Joe Harris
Randy Foye
Rondae Hollis Jefferson
Trevor Booker
Brook Lopez
Anthony Bennett
Chris McCollough
Luis Scola
Sean Kilpatrick
Caris Levert
Isaiah Whitehead
Greivis Vasquez
Justin Hamilton

Questa invece è la probabile rotazione, almeno iniziale, di coach Kenny Atkinson:

Lin/Vasquez/Whitehead
Foye/Bogdanovic/Harris/Levert
Hollis-Jefferson/Kilpatrick
Booker/Scola/Bennett/McCollough
Lopez/Hamilton

Per alcuni questa squadra, ad oggi, è la peggiore che potete trovare tra le 30 nella National Basketball Association. Gli ottimisti intravedono l’alba di una nuova era grazie all’avvento del general manager Sean Marks, bimbo prodigio proveniente dagli uffici della più grande dinastia dello sport americano, quella di San Antonio. ESPN non vede alcun presente radioso (e ci vuole poco!) e alcuna speranza relativamente positiva realisticamente realizzabile nel medio-lungo termine.
Di sicuro vedremo qualcosa di diverso rispetto ai canoni storici di questa franchigia, almeno per quello che eravamo abituati ad assistere nel passato recente.
No, non stiamo parlando della nuova avvenente e avveniristica practice facility innaugurata recentemente dal neo-front office. Ci si riferisce al sesto head-coach, in quattro stagioni sportive, della storia dei Brooklyn Nets: Kenny Atkinson.
A differenza di almeno quattro dei suoi cinque precedessori Atkinson porta con sè una precisa identità di basket offensivo basato sui principi della Dribble-Drive Motion Offense, più comunemente chiamata Motion Offense. Possiamo finalmente dire che è conclusa l’era della pallacanestro basata sugli isolamenti, sull’intenzionalità dei ritmi bassi, sul rifiuto concettuale della soluzione da 3 punti. Già nella preseason, che conta il giusto ma da un interessante spunto indicativo, i Nets sono la quinta squadra col pace più alto della lega e nella top-5 per tiri da 3 punti tentati in una singola partita. Per far capire ancora meglio la svolta filosofica di quest’anno: Brook Lopez, si quel Brook Lopez, ha già tentato 12 triple in 5 partite segnandone 4. Una trasformazione che richiederà tempo e pazienza in quanto non solo l’intero coaching staff è nuovo ma anche 10 elementi dei 15 presenti a roster sono tutti dei neo-arrivati.

Uno dei 10 Net arrivati in estate è Jeremy Lin. Provando a lasciarci alle spalle quello che ha rappresentato la Linsanity nell’area della Big Apple non è difficile immaginarsi che oggi sia proprio lui, a discapito del veterano Lopez, la faccia della franchigia. Chi meglio di una point-guard di origine asiatica, nel più grande mercato degli Stati Uniti, con la prima vera chance di dimostrare il suo valore da titolare indiscusso puo’ rappresentare lo stato dei Nets di quest’anno?
Il suo mentore ai tempi dei Knicks, sempre coach Atkinson assistente di Mike D’Antoni durante la Linsanity, darà a Jeremy la palla, i minuti e tantissime responsabilità. Come un vero e proprio quarterback NFL. Durante la preseason ha risposto bene alle nuove pressioni di questo ruolo (quasi 25 punti di media ad allacciata di scarpe) ma va rivisto il suo apporto durante la stagione regolare, quando le difese inizieranno a scaldare i motori e soprattutto va limitato il problema delle palle perse. Ma conoscendo tutte le premesse e la quantità incredibile e numerosissima di fan che si porta dietro vi stupireste davvero se fosse nella selezione All-Star per la Eastern Conference del prossimo anno?
A dividersi i minuti con Lin inizialmente troveremo Greivis Vasquez, reduce da un brutto infortunio nella passata stagione e apparso fuori forma nei primi scampoli di basket. Vasquez comunque rimane un giocatore di cuore che non ha paura di prendersi un tiro importante se dovesse capitare tra le sue mani. Ancora dietro nelle rotazioni troviamo Isaiah Whitehead, il primo giocatore nato a Brooklyn, draftato da Brooklyn nella storia dei Nets. Ancora acerbo, ancora tutto da plasmare, papabile richiamo dei Long Island Nets della D-League durante l’anno.

Nello spot di shooting guard, aspettando il debutto della prima scelta Caris Levert, il titolare della Opening Night potrebbe essere il veterano Randy Foye ma colui che prenderà i minuti veri, comandando la second unit, sarà sicuramente Bojan Bogdanovic.
Il croato, dopo le Olimpiadi di Rio 2016 giocate in maniera magistrale partendo dal torneo pre-olimpico qui in Italia, è chiamato a prendersi un ruolo tra i leader di questa squadra proprio nel suo contract year. Un’occasione più unica che rara per un giocatore che non ha ancora del tutto metabolizzato il suo passaggio dal basket di area FIBA a quello della NBA. Il talento non manca di certo, la voglia di difendere sui suoi pari-ruolo e la continuità di rendimento è tutta da scoprire.
Dalla panchina occhio a Joe Harris, altro giocatore in cerca di una chance dopo essere stato draftato dai Cavaliers nel 2014 e spedito negli affiliati Canton Charge della D-League, parliamo di un notevole tiratore da 3 in uscita dai blocchi e sugli scarichi che però non disdegna crearsi anche un tiro dal palleggio.

Come ala-piccola troviamo Rondae Hollis-Jefferson: anche lui sarà titolare indiscusso e ad il miglior difensore puro di questa squadra. Il tiro dalla distanza rappresenta una grossa lacuna da colmare, la meccanica di tiro è veramente brutta da vedere e le percentuali sono anche peggio (sotto il 20% nella passata stagione). Ma questa squadra non è alla ricerca della vittoria immediata e questo allenatore è stato scelto proprio per aiutare a crescere e migliorare i suoi giovani. Se con la precedente gestione tecnica Hollis-Jefferson se ne sarebbe guardato bene prima di prendere un tiro da 3, con la nuova gestione capitanata da coach Atkinson la filosofia è e sarà “non ha importanza, se sei libero prenditi anche il prossimo tiro”.

Parlando dei lunghi la situazione si fa più complessa: Booker, Scola, McCollough, Bennett, Lopez ed Hamilton sono tanti in termini di quantità ma sono tutti di difficile collocazione tattica e alcuni di loro anche di difficile collocazione tecnica. La coppia che partirà titolare sarà quasi sicuramente quella composta da Trevor Booker e Brook Lopez, il centro di Stanford sarà la prima bocca di fuoco dell’attacco dei Nets mentre l’ex Utah Jazz avrà il compito di mantenere alta l’energia sotto i tabelloni e di tenere costantemente alto il livello difensivo nel pitturato. Ed è l’unico con questa caratteristica presente a roster. Il resto, partendo da Scola (giocatore dall’intelligenza rivoltante), Hamilton (ottimo tiratore), l’acerbissimo McCollough (anche lui destinato a fare tanta D-League) e Bennett (un grosso e undersized punto interrogativo che corre per il campo) avrà molte difficoltà a rincorrere e ad accoppiarsi difensivamente in questa lega. Sarà questo il più grosso problema di questa squadra. Sarà compito di Atkinson metterci una pezza, per quanto è possibile, sopra. Magari sperimentando un quintetto composto da 4 piccoli e il solo Lopez in qualche frangente delle partite punto a punto.

Come avrete potuto capire da queste righe gli interrogativi sono tanti, troppi per poter analizzare questa stagione in maniera semplicistica facendo il conto delle vittorie e delle sconfitte. Sarà un processo lungo e tortuoso che avrà come primo fondamentale capo saldo quello di dover migliorare i giovani di questo roster. Possibilmente giocando un basket gradevole, divertente e senza alcuna pretesa di dover fare contenta una star che non c’è.
I Brooklyn Nets di Sean Marks puntano ad arrivare alla prossima free agency con l’aria di essere diventati finalmente una franchigia nuova e funzionale dopo anni di circo mediatico, promesse e slogan. Puntano a voler almeno provare ad avere una visione cestistica con un arco temporale più ampio e di avere una filosofia interna in grado di portare credibilità e rispetto ad una franchigia che la credibilità l’aveva totalmente smarrita.
Se avrete la pazienza di vedere i progressi di questa maldestra formazione saremo lieti di farvi compagnia.
Se cercate le vittorie ci sono sempre Cleveland e Golden State, giusto?

Buona NBA, go Nets.

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Games, Nets news e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...