La mia su Deron Williams e lo stato generale dei Nets

Ricordo il 23 Febbraio 2011: i Nets avevano appena perso la loro battaglia cittadina con i Knicks per i servizi di Carmelo Anthony mentre la squadra andava incontro all’ennesima stagione perdente con Avery Johnson da allenatore, Derrick Favors come unico asset e l’idea di trasferirsi tutti a Brooklyn in meno di due anni.

Lo scambio fu un fulmine a ciel sereno, talmente inaspettato che provocò una gioia incredibile in tutti i tifosi Nets. Da quel momento in poi è partita la corsa alla vera sfida che i Nets hanno dovuto affrontare negli ultimi anni: come convincere una stella NBA che i Nets sono un progetto credibile e vincente e farlo rifirmare alla scadenza del suo contratto in modo da aprire il Barclays Center con il botto.

Come da tradizione di questa franchigia alcune cose sono andate male (Dwight Howard era l’obiettivo principale) e altre scelte sono state del tutto sbagliate.

Per convincere Deron Williams a restare i Nets hanno bruciato una quantità di assets in scelte sbagliate che hanno portato questa franchigia al disastro attuale:

– Cessione della prima scelta 2012 senza restrizioni a Portland (divenuta poi Damian Lillard) in cambio di Gerald Wallace che in estate firmò un contratto di 4 anni per un totale di 40 miloni di dollari.

– Cessione della prima scelta 2013 e swap pick con Atlanta nel 2015 per accollarsi il contratto mostruoso di Joe Johnson. Una scelta che anche sul campo ha avuto grosse conseguenze perchè seppur JJ sia un giocatore tecnicamente valido la sua pallacanestro fatta di isolamenti continui non è mai stata adeguata ad una point-guard di sistema come Deron Williams costretto molto spesso dai suoi coach a Brooklyn (Avery Johnson e PJ Carlesimo in primis) a giocare off the ball togliendo la creatività che l’aveva contraddistinto negli anni di Utah.

– Cessione della prima scelta 2014, 2016 e 2018 con eventuale swap nel 2017 con i Boston Celtics in cambio di Paul Pierce (non rifirmato dopo un solo anno per questioni finanziarie), Jason Terry (tagliato) e Kevin Garnett (scambiato con Thad Young nell’unica mossa intelligente fatta dai Nets in queste stagioni). Inutile commentare questo scambio..dato che in questo blog avete già letto tutto il leggibile.

Già a partire dallo scorso anno i Nets, in orbita vendita di Prokhorov, hanno iniziato a ridurre i costi (o meglio smobilitare, diciamolo con franchezza) non rinnovando Pierce a cifre ragionevoli, lasciando partire Livingston ai Warriors dove vincerà il titolo NBA e dando inizio alla propaganda dello youth movement tanto cara ad alcune pagine americane dedicate ai Nets.  Peccato che questo rinnovamento ha coinvolto giocatori come Mason Plumlee (prodotto fatto e finito senza troppi margini di miglioramento) e gente come Sergey Karasev, Xavier Thames, Cory Jefferson e Markel Brown. Se sommiamo le caratteristiche di questi giocatori non credo riusciremmo ad avere un decente giocatore NBA da quintetto. D’altronde come puoi pretendere di rinnovare e di essere credibile in questo ragionamento non avendo prime scelte a tua disposizione?

Nella scorsa stagione Brooklyn ha salvato le apparenze ottenendo a stenti una qualificazione ai playoff con conseguente eliminazione contro Atlanta (che intanto ha scelto al posto nostro). Il tutto grazie alla resurrezione di Deron Williams (panchinato dal sergente Hollins molto più propenso a far giocare l’orribilante Jarrett Jack), all’orgoglio di Brook Lopez (praticamente ceduto in cambio di Reggie Jackson poi finito a Detroit all’ultimo momento della deadline) e al regalo che ci ha lasciato Garnett firmando le carte per andare a Minnesota in cambio di Thad Young (una manna dal cielo, l’unica!).

A detta di tutti i reporter che seguono la squadra Billy King e il suo team ha dichiarato come obiettivo primario di quest’estate quello di cercare di cedere uno tra Deron Williams e Joe Johnson se non entrambi.  Lo youth movement è riuscito in parte durante il draft nel quale i Nets scambiando Plumlee sono riusciti a mettere le mani su Rondae Hollis-Jefferson e scegliendo con la propria pick (la numero 29, manco fossimo una finalista NBA) Chris McCollough.

Durante i primi 10 giorni di free agency i Nets, oltre a rifirmare Lopez e Young, hanno preso a basso costo Thomas Robinson, Shane Larkin, Ryan BoatwrightWillie Reed e Wayne Ellington.  Giovani, poco costosi con contratti che hanno durata poco più che annuale (al massimo una player option per la stagione 16/17).

Passa in silenzio anche la notizia che molti componenti dello staff tecnico e medico sono stati mandati via per la politica di riduzione dei costi, idem per quanto concerne un volto storico dei Nets da almeno 20 anni: Bobby Marks. Ridotto a fare l’analista su twitter della Free Agency delle squadre NBA dopo essersi fatto il proverbiale mazzo per questa franchigia in tanti anni di servizio.

Torniamo al lato tecnico: a questo punto qualunque squadra deciderebbe di competere per un posto ai playoff (dato che Boston ha le scelte) al massimo pensando di cedere Deron Williams o Joe Johnson solo per delle offerte in grado di portare giovani, scelte o giocatori in grado almeno di mettere piede in un palazzetto NBA.

Ma la notizia di oggi lascia veramente perplessi: i Brooklyn Nets e Deron Williams si starebbero accordando per un buy-out con conseguente firma di Deron con i Dallas Mavericks.

Non contenti i nostri tramite le solite pagine fan-based e alcuni media amici stanno riempiendo le proprie pagine con storie contenenti i vari diverbi tra Deron Williams e coach Hollins facendo passare il numero 8 come il peggiore essere umano vivente ad aver messo piedi in uno spogliatoio NBA contro il povero coach vittima della pazzia della sua superstar.

Quello che non vi diranno è che questa franchigia è da almeno un anno in vendita e che nessun movimento di mercato (buono o cattivo che sia) ha alcun valore cestistico se non quello di far risparmiare il più possibile il signor Prokhorov.
In sostanza: potete essere liberi di odiare quanto volete Deron Williams, il suo comportamento da diva ed essere disgustati dal suo atteggiamento in campo. Ma auspicare ad un buy-out solo perchè non ha reso per quanto ci si aspettava nel famoso Febbraio 2011 ricorda tanto la barzelletta del marito che si auto-evira per fare un dispetto alla moglie.

La fanbase dei Nets dovrebbe preoccuparsi molto di più della direzione in cui sta andando questa franchigia…evidando di bersi le cazzate (passatemi il termine) sul cap space eventualmente pronto da essere re-investito nell’estate 2016. Anche perchè di giocatori di livello che vogliono unirsi a questo disastro sportivo-economico non me ne vengono in mente.

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Una risposta a La mia su Deron Williams e lo stato generale dei Nets

  1. andreaphilly ha detto:

    Deve iniziare il rebuilding, per arrivare a Brooklyn tutti in tiro e luccicanti sono state fatte pazzie, a me più di tutti sono piaciuti i Nets del 2012 che fino gennaio me li ricordo addiritura nelle prime 2 o 3 posizioni ad est, ma a che prezzo….giocatori disfunzionali un all altro, contratti assurdi e il giocattolo si è rotto presto….poi firmare i rifugiati da Boston è stata la ciliegina sulla torta

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