Air Jersey

Me lo ricordo come se fosse ieri, un gelido sabato mattina pre-natalizio. La voglia di andare a scuola era poca e in fretta e furia accesi il computer per leggere cosa avevano combinato i New Jersey Nets a Memphis.
I Nets avevano iniziato nel modo peggiore possibile la stagione, un 2-11 dovuto all’infortunio di Jason Kidd e allo smantellamento della squadra delle due finali da parte del nuovo proprietario Bruce Ratner.

Leggo sconsolato su NBA.com risultato e box score perchè all’epoca il League Pass non esisteva e per vedere le partite bisognava sperare di trovare il torrent giusto su Davka. Per chi voleva seguire live l’unica soluzione era il play by play (il famoso Game Channel di Yahoo rimane il mio preferito) e immaginarsi tutto avendo a disposizione le sole statistiche.
Tornando a quel Sabato di Dicembre: 89-84 per i Grizzlies trascinati da Jason Williams (che spettacolo che era White Chocolate) e la promessa catalana Pau Gasol.
Sulla home page però un’altra notizia risalta agli occhi di quel 14enne semi-addormentato: Toronto cede Vince Carter ai Nets.

Proprio così: New Jersey cede Eric Williams, Aaron Williams, Alonzo Mourning (che in Canada non metterà mai piede) e due prime scelte (una di queste si tramuterà in Rafael Araujo!) in cambio di uno dei giocatori più eccitanti che mi sia mai capitato di vedere su un parquet. Una ladrata vecchio stile di quel furbone di Rod Thorn che risollevò un ambiente morto e convinse Kidd a ritirare le varie richieste di trade.

Carter farà il suo debutto a Detroit la notte del 27 Dicembre contro i Pistons campioni del mondo in carica, i Nets perderanno in un overtime dimostrando di potersela almeno giocare e da lì in poi iniziò la rimonta verso i playoff. Un roster dove oltre a Kidd e Carter non aveva praticamente nulla (il buon Richard Jefferson saltò l’intera stagione) venne trascinato di peso alla postseason a suon di 30elli e 40elli dell’ex Raptor.

Un paio di highlights meritano di essere rivisti:

Il famoso duello con Bruce Bowen e i San Antonio Spurs!

45 contro i Boston Celtics.

La sfida contro Allen Iverson (MVP di quella stagione) per l’ottava moneta ad est.

E poi come dimenticarsi delle sfide a Toronto dove veniva puntualmente fischiato su ogni possesso? Carter se ne infischiava e lasciava sempre bei ricordi al pubblico canadese:

Notare la reazione dell’attuale capo allenatore dei Nets!

Oltre a tutti i record personali e gli highlights che Carter ha offerto in 5 stagioni in maglia Nets la mia profonda stima per VC deriva soprattutto dalla professionalità che ha avuto negli ultimi 2 anni, dopo aver visto andare via il suo amico Kidd in quel di Dallas. I Nets sfiorarono due volte la postseason con un gruppo di ragazzini. Nell’estate 2008 battezzò la carriera professionistica di Brook Lopez e Ryan Anderson invitandoli nella sua casa di Orlando e insegnando loro come ci si comporta in questa lega selvaggia. Impatto incredibile lo ebbe anche su Devin Harris che accanto a lui sembrava una delle migliori 10 point guard della lega (addirittura All Star nel 2008) e l’anno dopo la cessione di Vinsanity ad Orlando tornò nella mediocrità di sempre.

Quando VC venne ceduto agli Orlando Magic una gran parte di me sospettava già quello che sarebbe accaduto dopo: il famoso 12-70 del 2009/2010. Il resto, come si usa dire, è storia.

Onore a te Vince Carter, uno dei migliori Net di sempre.

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