10 riflessioni sulla Preseason

Glad to have you back!

L’incubo di ogni tifoso della bella pallacanestro è giunto al termine, la preseason si è ufficialmente conclusa ieri notte e tra soli 3 giorni la nuova stagione NBA ricomincia sotto i migliori auspici. Ma cosa ci lascia veramente questo eterno mese di partite quasi insignificanti?

1) Derrick Rose è finalmente tornato ed è un piacere per gli occhi di ogni appassionato tornare a vederlo giocare. La scelta di restare fuori per l’intera stagione passata pare essere stata ben ponderata dallo stesso D-Rose, ora sembra addirittura più esplosivo di prima e con un tiro da fuori addirittura migliorato. Le altre 29 franchigie sono avvisate: Chicago quest’anno sarà osso durissimo per tutti.
L’unico appunto va fatto a coach Thibodeau: per il bene della sua sua squadra ma anche per la NBA non sarebbe meglio limitare un pochino i minutaggi dei suoi starter per non ritrovarsi a Maggio con mille problemi fisici?

2) Ieri abbiamo avuto la prima trade della nuova stagione: Washington ha preso Marcin Gortat dando in cambio l’infortunato Emeka Okafor. Nella trade sono stati coinvolti anche Kendall Marshall, Malcolm Lee e Shannon Brown che però non vedranno mai il parquet del Verizon Center di Washington in quanto già tagliati dalla squadra della capitale. Un giudizio? Phoenix ne esce molto bene, l’obiettivo dei Suns è quello di pescare più palline possibile nel prossimo, presumibilmente profondissimo, draft dove Phoenix sarà una delle franchigie protagoniste per eccellenza in quanto hanno potenzialmente 4 prime scelte.
Per Washington l’obiettivo sono i playoff, è vero che il contratto di Gortat è una scadenza ma il giocatore fuori da Orlando non mi ha mai convinto più di tanto. A cosa serve poi puntare a fare solo un turno di postseason? Il peggior posto di tutta la NBA è proprio il limbo della mediocrità.

3) Sono sempre più convinto che i Boston Celtics faranno meglio di quanto si creda. Molti tifosi dei verdi sono già pronti ad una stagione di rincorsa alle palline del draft ma ci sono squadre che in quanto a tanking sono messe meglio (qualcuno ha detto Philadelphia?). I Celtics non mi sembrano tanto malvagi soprattutto se Rondo tornerà in campo prima di Natale, e dalla loro hanno anche un coach su cui ripongo tanta fiducia: Brad Stevens.

si nets 4) La squadra alla quale questo piccolo spazio virtuale è dedicato sembra essere pronta per una stagione importante. Lasciando perdere tutte le analisi (perchè tanto le avrete già lette proprio sul blog e continuerete a leggerle) mi sembra importante un particolare: Jason Kidd e Deron Williams hanno affermato che vogliono dei Nets più pronti al campo aperto e al gioco di corsa. Quella che sembrava una provocazioone da media day non va però tanto lontana dalla realtà: non è raro vedere i Nets andare in transizione e fornire tiri con metri di spazio alle notevoli bocche di fuoco del roster. Un segnale positivo per coach Kidd e per tutti noi.

5) Cacciare il general manager la settimana prima del training camp e sostituirlo con uno degli uomini più vicini ad Isiah Thomas non è una brillante idea. Magari sarà un commento da hater ma vedo questa squadra a serio rischio implosione con tante teste calde e pochi leader (Jason Kidd, Kurt Thomas, Marcus Camby ma anche lo stesso Sheed Wallace avevano la loro età ma tenevano a bada le scorribande di gente come J.R. Smith e Melo Anthony) e Mike Woodson è a serio rischio. Benvenuti nel magico mondo di James Dolan e dei New York Knicks.

6) C’è un motivo per sorridere per i tifosi degli Orlando Magic quest’anno: il suo nome è Victor Oladipo e per quanto mi riguarda sarei molto sorpreso se a fine anno non dovesse portarsi a casa il premio di rookie of the year. Ha degli istinti naturali per questo gioco che sono pazzeschi.

7) La nuova regola del delay of game fa letteralmente vomitare. Se pensano di velocizzare il gioco fischiando venti falli tecnici a partita per ogni pallone trattenuto quel mezzo secondo in più dopo il canestro si sbagliano di grosso. Quello che rischiano invece è di annoiare ancora di più i fans.

8) La partita di ieri notte tra Milwaukee Bucks e Toronto Raptors è terminata 14-9. Il motivo? La gara è stata sospesa con 5.58 rimanenti nel primo quarto a causa del parquet ritenuto scivoloso dalle due squadre che non hanno voluto rischiare l’incolumità dei propri giocatori. Non mi è mai capitato di vedere una cosa del genere a livello NBA, non una gran figura per la lega di Stern…

9) I Philadelphia 76ers si candidano prepotentemente alla corsa per la prima scelta assoluta del prossimo draft. Il Ioro roster è un mix tra delusioni (Evan Turner su tutti), qualche giovane speranza (Michael Carter-Williams) e tanti giocatori non da NBA. In più il signore della foto, Nerlens Noel, stando alle dichiarazioni di coach Brett Brown non scenderà in campo durante questa stagione. Auguri..

10) Last but not least: la preseason non conta assolutamente nulla. Finalmente è finita, finalmente non dovremo più vedere squadre con quintetti assurdi e ripieni di giocatori di D-League. Martedì notte si parte e ogni appasionato NBA non vede l’ora..

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