Nets-Heat – Game Notes

LeBron James, Joe Johnson

Ah perchè si giocava anche una partita? Ebbene si, dopo la celebrazione del nostro capitano, lo stesso Jasone è chiamato addirittura ad allenare la squadra che gli ha appena ritirato per sempre il numero della sua maglietta.
I Brooklyn Nets battono i Miami Heat in un blowout 86-62 in una partita che gli americani definirebbero sloppy per i tanti errori visti. Tante erano anche le assenze sia per Brooklyn che per Miami: per i Nets i soliti Deron Williams, Terry, Kirilenko, Taylor e Shengelia mentre per i Miami Heat non sono in campo Dwyane Wade, Ray Allen e Udonis Haslem.

– Dimenticando il punteggio che lascia il tempo che trova, mi è piaciuto l’atteggiamento aggressivo dei Nets nei confronti dei campioni del mondo in carica. I primi 5 minuti sono stati una specie di avvertimento che le squadre volevano darsi in vista della regular season ed eventualmente playoff.

– Una dimostrazione dell’atteggiamento giusto degli uomini di Kidd sono i due falli spesi da Pierce su Lebron James lanciato in campo aperto. Sono falli duri (ma non sporchi) e non da preseason che servono a The Truth e agli altri Nets per mandare un messaggio rivolto alla squadra nettamente favorita. Lo scorso anno quei due contropiedi sarebbero finiti con il boato dei tifosi Heat giunti al Barclays per una schiacciata di Lebron.

– Solo 10 minuti per Kevin Garnett, tenuto fuori per tutto il secondo tempo.

– Funziona bene la coppia Blatche-Lopez. Se qualcuno l’avesse capito nel Maggio scorso forse avremmo giocato una serie di playoff in più (uscendo comunque con un sonoro sweep).

– Buona circolazione di palla nell’attacco ma a cercare il passaggio in più certe volte si rischia la palla persa non forzata dalla difesa: ieri sera 25 turnovers. Un dato che non puo’ far felici.

– Lebron è il re del gioco. Ma non è una notizia.

– Mario Chalmers non è amatissimo dai suoi compagni e si è preso due sonore sgridate da parte di Re Lebron.

– Tanti minuti per Mason Plumlee, il rookie da Duke risponde con una buona prova sfruttando i centimetri di vantaggio rispetto ai colleghi in maglia nera. Per Plumlee solo giocate di energia, tanti rimbalzi offensivi e un paio di schiacciate. L’unico appunto: suggerisco il bollino rosso alla regia americana ogni volta che mette la palla per terra, dovrà migliorare molto quest’aspetto.

– Disastroso anche Teletovic in versione Ciccio Walker dei tempi peggiori: è uno specialista da 3 ma non ha grandi percentuali. 2 soli punti, 0-6 dalla lunga distanza e 2 palle perse in quasi 20 minuti. Molto bene invece Alan Anderson: deve svolgere il ruolo di point guard in assenza di Deron Williams e Tyshawn Taylor e lo fa a modo suo. È una specie di CJ Watson con più centimetri e più fiuto per il canestro ma chiaramente molto inferiore come passatore.

– Guai a prendere sul serio una partita di preseason.

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