Nets-Wizards. Game notes

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Alcuni appunti sulla prima partita di preseason dei Nets a Washington, dove è arrivata la prima vittoria (non ufficiale) dell’era Kidd, in overtime 111-106 senza Deron Williams.

– Come puo’ la sola presenza di un singolo gioctore cambiare la cultura e il volto di una squadra di 360 gradi?
Basta vedere l’atteggiamento con il quale Kevin Garnett scende in campo, parla con avversari, arbitri e compagni di squadra.
Lasciate perdere le statistiche, Garnett (e gli altri 4 starters) non ha giocato più di 12 minuti ma già dalla palla a due (oserei dire sin dal primo allenamento) è salito al comando della squadra a livello di leadership. Non è stato mai in silenzio durante tutti i 48 minuti, fondamentale anche dalla panchina quando ha riunito durante un momento particolare della partita la SUA squadra in un huddle.
Quando finirà la carriera sono sicuro che sarà un coach, presumibilmente un coach di altissimo livello.

– Se la presenza di Garnett è importante a livello di leadership, in campo il fattore X di questa stagione è Andrei Kirilenko. È lui la differenza tra una squadra che va fuori al secondo turno di playoff e una squadra che è potenzialmente una contender. Averlo come sesto uomo è un lusso che dovrebbe incostituzionale nella NBA. Arma illegale.

– Molto arruginiti per ora Joe Johnson e Paul Pierce, ma è di The Truth il primo canestro stagionale e vederlo con quella maglia dopo 15 anni di Celtics fa un effetto stranissimo.

-In questa squadra, uno come Brook Lopez puo’ fare 23-25 punti di media sonnecchiando. Ed è anche cresciuto fisicamente, è molto più grosso rispetto allo scorso anno.

Blatche è il solito pazzo, ma lo amiamo tutti per questo. Anche quando si prende delle triple che hanno un senso cestistico solo nel suo mondo.

– Washington a differenza nostra ha fatto giocare i suoi titolari per molti più minuti. E ha sostanzialmente perso contro le nostre seconde e terze linee. Non so se è più un segnale positivo per i nostri o il segno che per i Wizards sarà l’ennesima stagione di lottery.

Tyshawn Taylor non puo’ essere il backup di questa squadra, bene i 6 assist ma le 7 stupide palle perse non possono far piacere a coach Kidd. Ancora molto grezzo Mason Plumlee: che è un grande atleta si sapeva (finisce lui i due alley-oop che hanno deciso la partita) ma sia difensivamente che offensivamente non è ancora pronto per questa lega. Springfield lo aspetta a braccia aperte.

– Finalmente it’s MirzaTime. Teletovic da dei segnali positivi, prende e segna senza paura un paio di triple importanti nel quarto quarto e nella sua partita c’è anche questa giocata:

– Prossima partita sabato notte contro i Detroit Pistons al Barclays Center.

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