Garnett-Pierce e i nuovi Nets: come ti smentisco i luoghi comuni

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La free agency è appena iniziata e i Nets sembrano già molto attivi (è molto vicina la firma di Kyle Korver ed è già partita la missione diplomatica per riuscire a convincere Andray Blatche a rifirmare) ma è ancora la trade dello scorso giovedì a far discutere il mondo NBA.

Ci sono i sensazionalisti che pensano che Brooklyn è già oggi una seria contender (sbagliando e dimenticandosi il Re gioca ancora a South Beach) e chi, per altri interessi o per poca comprensione degli affari di casa Nets, con una serie di luoghi comuni bolla già questa trade come farlocca o fallimentare.

Iniziamo dal primo luogo comune che si legge in giro sui vari forum/blog:

I Nets non hanno futuro e hanno regalato le loro scelte

Parto dicendo che il futuro di questa squadra sono Deron Williams e Brook Lopez, questa è ancora la loro squadra ed entrambi rappresentano la base sul quale il front office ripartirà un domani.
E fidatevi, è un bel ripartire.
Quanto alle scelte: le first round picks del 2014 e 2016 saranno presumibilmente tra la 22 e la 26. Difficilmente sposteranno gli equilibri anche se Boston, chiaramente, potrà farne buon uso avendo già le proprie scelte a disposizione.
Nessuno di noi ad oggi puo’ fare previsioni sulla scelta del 2018.
Aggiungo che finanziariamente questa trade permetterà ai Nets di liberarsi del contratto di Gerald Wallace e di svuotare dal libro paga i contratti di Kevin Garnett e Joe Johnson nell’estate del 2016.
Se date un’occhiata ai nomi di quella tornata a livello di free agency ne spunta su tutti: un certo Kevin Durant che ha da poco cambiato scuderia e ha come agente un certo Jay-Z che avrete già sentito nominare su questi lidi. Conspiracy theory?

Faranno male come i Lakers di quest’anno.

Tecnicamente non ho idea di come possa reggere un paragone simile. I Nets, ovvero Deron Williams, Joe Johnson e Brook Lopez, di puro talento e senza alcuna guida tecnica di rilievo hanno già raggiunto 49 vittorie e assicurato il quarto seed ad Est nella passata stagione.
Deron Williams non ha gli anni di Steve Nash e quando è stato bene fisicamente (da Febbraio in poi) ha dimostrato ancora di essere uno dei primi 10 della lega. Joe Johnson non ha l’ego di Kobe Bryant. Garnett incide di più di un certo Pau Gasol.
Se poi ne facciamo una questione di mentalità, ad oggi non vedo nessun Dwight Howard in questa squadra e Basterebbe chiedere ai Boston Celtics e ai loro tifosi su come la sola presenza di Garnett ha rivoltato come un calzino una franchigia che non vinceva un titolo da quasi 20 anni.

Troppe bocche di fuoco, dovranno giocare giocare con 5 palloni

Parto da una prima considerazione: i Nets hanno fatto questa trade soprattutto dopo aver visto come e quanto una difesa incredibile come quella dei Bulls poteva mettere in serissima difficoltà un attacco che aveva evidenti problemi di spacing.

3 vs 5 nets bulls Dalla prossima stagione nessuna difesa potrà permettersi di lasciare libero Paul Pierce, Garnett o Joe Johnson e adeguarsi a giocatori importanti con alto QI cestistico non è per niente facile.
Gente come Garnett, Pierce e Deron Williams non avranno di certo problemi a prendersi meno responsabilità e meno tiri.
Credo che Deron Williams sia il primo ad essere contento di ritornare a fare il regista a tutto tondo e smazzare 10-12 assist di media.
Per i primi due bisogna considerare anche che il minutaggio di Pierce e soprattutto di Garnett, almeno in regular season, a mio avviso sarà tra i 25 e i 29 minuti. Questo vi spiega perchè lo stesso KG, secondo quanto riporta Peter Vecsey, abbia chiesto delle garanzie in merito prima di far sparire la sua clausola anti-trade. The big ticket inoltre pare che, telefonicamente, faccia già parte del gruppo diplomatico (assieme a Kidd, Deron e Billy King) che vuole portare a termine la missione Andray Blatche.

Nessuno toglie il fatto che è una trade che porta con se una grande percentuale di rischio e che i prossimi due anni saranno fondamentali. Nessuno toglie il fatto che ci vorrà un po’ di tempo per assemblare bene questo quintetto e che il compito di Jason Kidd non sarà facile ma forse sarebbe meglio analizzare gli scambi a tutto tondo senza dare etichette paradossali o bollare come fallimento uno scambio che porta due hall of famer a roster.
Considerando che dall’altra sponda della mela hanno già iniziato con i panic-move…in casa Nets c’è da stare abbastanza tranquilli.

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Una risposta a Garnett-Pierce e i nuovi Nets: come ti smentisco i luoghi comuni

  1. Maurizio Cugno ha detto:

    Pure ammesso l’amalgama di prime donne funzioni benone, se questo gruppo ambisce ai piani alti deve necessariamente pensare a battere Miami in una serie da sette partite.
    Onestamente sembra molto difficile credere che questo roster possa spuntarla contro la small ball di south beach. Indiana e San Antonio hanno dimostrato che per competere con Miami è necessario un ottimo difensore sugli esterni, figura che a Brooklyn è tremendamente assente.

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