The day after: dettagli e considerazioni

BIG 5

Dopo meno di 24 ore dalla trade che ha sconvolto la NBA possiamo dare qualche dettaglio in più e fare qualche brevissima considerazione su questo scambio che a mio modo di vedere cambia (e non di poco) la storia di questa franchigia.

Innanzitutto nello scambio non sarà incluso Reggie Evans ma MarShon Brooks, per lui si tratta di un ritorno dato che nel draft 2011 furono proprio i Celtics a sceglierlo per poi scambiare i suoi diritti ai Nets.

Non sono inclusi nella mega-trade Toko Shengelia e Tayshawn Taylor. Ai Celtics andrà Kris Joseph (scelto proprio dai Celtics e poi tagliato lo scorso anno) che ha un contratto parzialmente garantito.

Ricordiamo che la trade non potrà essere ufficiale prima del 10 Luglio. Ma l’accordo verbale è stato già raggiunto, ed è questo quello che conta. Lo stesso Billy King, nel tradizionale incontro con i media dopo il Draft, sfoggiava un sorriso a 32 denti pur non potendo confermare l’esito positivo della trade per via della moratoria NBA.

Andiamo ora a scoprire cosa significa questa trade per il destino di questa franchigia:

700: sono i giorni che hanno a disposizione Deron Williams, Joe Johnson, Paul Pierce, Kevin Garnett e Brook Lopez per portare a Brooklyn il titolo NBA. Un titolo che nella città di New York manca dal 1973 (quanto sarebbe bello vincerlo prima dei cugini?).

Change of culture: Secondo me è l’aspetto più importante di questa trade. Se torniamo indietro di due mesi ogni tifoso/esperto/appassionato NBA potrà dirvi che ai Nets non mancava il talento ma mancava una componente fondamentale: il cuore, quello che a Boston chiamano pride.
Questa trade oltre a risolvere i problemi di spacing (sono finiti i giorni di Gerald Wallace a Brooklyn e quelli di Reggie Evans buttato in quintetto per 40 minuti) risolve molti problemi di leadership: Kevin Garnett e Paul Pierce oltre ad essere due hall of famers sono soprattutto due leader naturali.
Soprattutto il primo per me è la cosa migliore che potesse capitare al suo neo-compagno di squadra Brook Lopez. Vi ricordate la famosa gara 7 contro Chicago? Sono estremamente sicuro che la sola presenza in campo di Garnett e Pierce non avrebbe mai permesso ai Bulls di scherzarci a piacimento.

5 year plan. Ricordate le prime parole di Michail Prokhorov dopo aver preso il comando dei Nets? “Entro 5 anni porterò questa squadra a vincere il titolo NBA“. La scorsa stagione col suo solito umorismo ha aggiungo: “Se non riuscirò a vincere un titolo coi Nets al termine dei 5 anni….punirò me stesso sposandomi“.
Dopo questa trade siamo sicuri che il russo voglia di sposarsi non ne ha proprio, solo di luxury tax dovrà sganciare 80 milioni di dollari. Avere un owner disposto a spendere come nessuno in questa lega, fa tutta la differenza del mondo.

Hail to the King: Quello che ha fatto Billy King in questi 3 anni è qualcosa di straordinario, nonostante venga sottovalutato da molti. Nel 2010 il quintetto dei Nets era composto da Devin Harris, Anthony Morrow, Travis Outlaw, Kris Humphries e Brook Lopez. Con assets abbastanza limitati ma tanta voglia di fare, l’immensa disponibilità della sua proprietà e una voglia di rischiare comune a pochi è riuscito a mettere su una squadra che ha talento come poche nella NBA attuale.
Ai nastri di partenza il nostro probabile quintetto sarà composto da Deron Williams, Joe Johnson, Paul Pierce, Kevin Garnett e Brook Lopez.
Dite che è cambiato qualcosa?

Free Acency e rilevanza mediatica: I Nets ancora una volta hanno fatto lo splash che volevano durante la notte del draft. Hanno rubato lo show, anche se Anthony Bennett scelto con la numero 1 da Cleveland fa ancora tanto rumore, ancora una volta.
Anche quest’estate i Nets saranno una delle squadre più chiacchierate della lega.
Quanti free agents veterani vorranno firmare al minimo per farsi un giro sulla giostra per provare a vincere l’anello? I Nets, nella persona di Billy King, avranno gli smartphone bollenti.
Un nome su tutti pare essere uno degli obiettivi primari per rinforzare la panchina: Kyle Korver.

L’altro need principale sarà quello di far rifirmare Andray Blatche e riportare a casa base Bojan Bogdanovic.

Coaching Staff: Anche qui c’è un miglioramento soprattutto per quanto concerne la cultura che si vuole intraprendere all’inteno della franchigia. Passare da Avery Johnson/PJ Carlesimo a Jason Kidd/Lawrence Frank (quest’ultimo ha allenato Garnett e ha un grande rapporto con The Big Ticket dovuto al suo anno di assistente di Doc Rivers in quel di Boston) è un netto upgrade sotto molti punti di vista. Kidd comanda rispetto all’interno della lega e attrae i giocatori, basta vedere i messaggi di stima che ha ricevuto appena è divenuto a tutti gli effetti un head-coach.

Non sono più i Nets dei vostri padri.: Il tempo della palude è finito. Questi Brooklyn Nets, con il loro modo di fare aggressivo e rischioso, si sono guadagnati il rispetto e ora più che mai rappresentano una delle piazze più ambite dai giocatori NBA.
Se lo scorso anno si era innaugurata l’era dei big 3 (Williams, Johnson, Lopez) ora a tutti gli effetti è partita la missione dei big 5: il quintetto che sta già facendo sognare il borough più popoloso di New York City.

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Una risposta a The day after: dettagli e considerazioni

  1. Edoardo ha detto:

    Bella analisi.
    Al di la di questioni tecniche di cui si parlerà solo al momento in cui tutti e 5 metteranno piede in campo (con un solo pallone da basket per le mani), volevo sottolineare alcune cose: la prima è che Prokhorov non è uno sprovveduto, se ha investito in un grosso mercato come Brooklyn e ha deciso di pagare 100 milioni all’anno di luxury, non è perchè è il solito riccone viziato. Anzi, spesso i ricconi non sono viziati ma oculati: Prokhy ha comprato l’80% dei Nets e il 45% del Barclays Centre per $225M 3 anni fa. Adesso queste quote sono valutate tra i $750M e $1B. Ossia si è garantito decenni di luxury tax in soli tre anni di gestione. Quindi lasciamolo fare.
    Secondo, sui filler: attenzione perchè in una stagione lunga, con l’età media del nostro quintetto, sarà importantissimo avere una buona panchina. Terry,Blatche,Mirza,Reggie etc… non bastano. E neanche Bogdanovic (se arriverà e come arriverà, immagino con la mini-MLE da 3,2M). Sarà importantissimo rafforzare la panchina per poter spremere poco i titolari in RS e competere fino all’ultimo ai PO. Live su twitter avevo parlato di giocatori à-la-Posey. gente pronta da subito dalla panchina,che sappia cambiare il ritmo e sappia difendere su più di una posizione. non ci sono grandissimi nomi (a poco prezzo) nel mercato FA: tra questi, intendo gente come Kenyon Dooling, Corey Brewer, Dorell Wright, Earl Clark… vabbè, ci siamo capiti

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