Kidd a tutto gas. Torna il fly circus?

coach press confernece

Surreale ma convincente. La prima conferenza stampa di Jason Kidd come capo-allenatore dei Brooklyn Nets potrebbe essere riassunta con queste due parole.

Il primo entusiasta delle parole del suo nuovo boss è proprio la faccia della franchigia. “Ho parlato con Jason in questi giorni e ho scambiato delle idee con lui, sono convinto che questa sia stata la scelta giusta“. Queste sono le parole del giocatore più pronunciato nel corso della conferenza stampa: stiamo chiaramente parlando di Deron Williams, la point guard da 100 milioni di dollari.

Kidd non fa altro che parlare di concetti a lui già molto noti e ogni 40 secondi esce sempre furi il nome del suo playmaker titolare/amico.

Emozionato e un filino nerovoso all’inizio, si autodefinisce come rookie che da pochi giorni è passato dall’essere uno dei giocatori più vecchi ad uno degli allenatori più giovani, Kidd convince anche al microfono mano a mano che i minuti vanno avanti e ammette addirittura una proposta arrivatagli da Mark Cuban per lavorare all’interno del front office dei Dallas Mavericks.
Ma un posto dietro la scrivania il nostro Jasone non se la sente ancora di prenderlo. Preferisce ancora assaporare, seppur con il ruolo di coach, il rumore del campo.

Lui che in campo è sempre stato un leader, un motivatore, un secondo allenatore.
Quando giocavo mi sentivo come se fossi l’estensione del mio coach. Ora tocca a Deron essere quel tipo di giocatore“. E per farlo Jason Kidd intende utilizzarlo nel modo a lui più congeniale: basta isolamenti, basta ritmi lenti.

Dobbiamo correre, alzare i ritmi della partita e muovere la palla. Dovrò far capire ai miei ragazzi che un buon passaggio è importante quanto un buon tiro“. La parola Iso non è mai stata pronunciata durante tutta la conferenza stampa, a differenza dello scorso anno quando Avery Johnson nel corso della rifirma di D-Will e l’annuncio di Joe Johnson disse volutamente “We like Iso’s”.

Ci sono battute anche per il resto della squadra, dall’importanza del ruolo di Joe Johnson passando per il potenziale di Brook Lopez (“Sky is the limit“) e infine la sorpresa: “Mi piacerebbe vedere Gerald Wallace da power forward“.

Infine scherza con la stampa: “Ora che sono diventato allenatore cercherò di prendere esempio da Popovich durante le interviste con voi media” tra le risate degli invitati alla press-conference.

Le idee chiare ci sono, la creatività pure (stiamo parlando pur sempre di un genio). Ora aspettiamo i fatti e il responso del campo, ma di una cosa c’è da stare certi: la musica è cambiata a Brooklyn.

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