First round preview: Brooklyn Nets vs Chicago Bulls

hello chicago

Diciamoci la verità, nessuno voleva affrontare i Chicago Bulls al primo turno. Tra tutte le avversarie papabili è quella più scomoda, la squadra più rognosa e meglio organizzata da affrontare.

Va anche detto che a livello mediatico una serie contro gli Atlanta Hawks sarebbe passata praticamente sotto il silenzio generale del mondo NBA. Ad un Nets-Hawks sarebbero stati interessati solo i tifosi della neonata franchigia di Brooklyn e quelli di Atlanta. Sarebbe stata la serie con meno ascolti, meno righe sui giornali, meno previews sui blog americani e non. Questo, per una franchigia come la nostra che da anni cerca il big splash di attenzioni, non è affatto l’ideale.
Da questo punto di vista i Chicago Bulls sono l’avversario migliore. Affronti una franchigia che ha fatto la storia della NBA in una sfida tra due grandi città e due grandi mercati che pullulano di passione per il basket.

Il grande assente (?) Non sappiamo ancora se Derrick Rose sarà della serie o meno. Rose non vede malauguratamente il campo da quella gara 1 contro i Philadelphia 76ers avvenuta il 12 Maggio dello scorso anno. Fisicamente pare pronto mentalmente pare ancora di no. Tornerà per i playoff? Coach Thibodeau è possibilista: “There is always a possibility he could play“. Il fattore X di questa serie potrebbe essere proprio il suo ritorno, al momento da Chicago non arriva nessun segnale.

Non è al meglio anche Joakim Noah, alle prese della fascite plantare che lo ha bloccato da marzo in poi. Il suo ritorno l’ha fatto nell’ultima partita di Regular Season contro i Wizards, ma chiaramente non al meglio delle sue condizioni.

Gerald, we have a problem. In casa Nets invece c’è il caso Gerald Wallace, al termine del primo dei quattro anni di contratto alla modica cifra di 10 milioni a stagione appare già l’ombra del giocatore visto prima a Charlotte e poi a Portland.
“I’m playing like shit, I’m not confident at all” ha tuonato Crash non più tardi di due settimane fa.
Difficile dargli torto: dal post All Star Game viaggia ad una media di 5.7 punti di media, 3,7 rimbalzi, il 33,5% dal campo, addirittura il 13,5% dall’arco dei 3 punti con soli 2.1 tiri dal campo a partita. Simbolo di un giocatore poco sicuro in un contesto che non lo aiuta per niente.
Gerald per i Nets però è imprescindibile soprattutto in difesa, dove rimane uno dei migliori della sua squadra. Il suo posto da titolare non è e non sarà mai in discussione anche se molti minuti se li vedrà togliere dall’ex Bulls Keith Bogans che ha dimostrato di essere solido sia come difensore che sui tiri dall’angolo.

Coaching vs Talent Il corso di questa serie si ricondurrà proprio su queste due parole. Coaching e Talent. I Chicago Bulls sono allenati, a mio modo di vedere, migliore coach di questa lega. Tom Thibodeau è un maestro della fase difensiva, e in una situazione non facile come quella dei Bulls senza uno dei giocatori più decisivi della lega, ha garantito una stagione più che dignitosa. Playoff con il quinto seed, un record sopra il 50% con picchi altissimi come la vittoria sui Miami Heat che ha interrotto la striscia positiva di 27 vittorie consecutive di Lebron e soci. O come quella sui New York Knicks sempre in striscia da 13 partite consecutive.
Rendere un pazzo come Nate Robinson e un giocatore poco consistente come il nostro Marco Belinelli due pedine del tutto affidabili nello scacchiere Bulls, sono il migliore endorsement per il premio di coach of the year per Tom Thibodeau.

I Nets, dal canto loro, sembrano la squadra che ha più talento. Giocatori come Deron Williams, Joe Johnson, l’All Star Brook Lopez coach Thibodeau non ce li ha. Quello che manca però è la disciplina cestistica.
I Bulls sono un sistema quasi perfetto di organizzazione di gioco. Il proprio credo è una pallacanestro magari non bellissima da vedere ma tremendamente efficace soprattutto nella propria metà campo. I Brooklyn Nets sono l’esatto opposto: regna l’improvvisazione, l’individualità, i giochi 1 vs 1. Ai playoff, dove il must è sbagliare il meno possibile egli aggiustamenti in corsa sono non importanti ma fondamentali nel corso di una serie, puo’ bastare il solo talento?

I precedenti

Nets @ Bulls 92-93
Bulls @ Nets 89-93
Nets @ Bulls 85-96
Bulls @ Nets 92-90

3 vittorie dei Bulls, una sola dei Nets e un totale di 10 punti di distacco in 192 minuti di pallacanestro. 4 partite molto simili, i Nets che sembrano inizialmente averne di più per poi far scemare la qualità offensiva del proprio basket a causa degli aggiustamenti e la difesa asfissiante dei Bulls.
Dovrà migliorare proprio negli aggiustamenti e nella lettura della partita in corso, coach P.J. Carlesimo, se vuole avere una chance di passare il primo turno (e di avere anche una minima chance di salvare la propria panchina la prossima stagione).
Importante per i Nets sarà rispondere a due chiavi tattiche: la stretta marcatura su Deron Williams nel corso dei momenti decisivi della gara (penso sarà Deng a prendersi cura del numero 8 di Brooklyn) e l’accoppiamento Boozer-Evans con il primo che ha quasi sempre mangiato in testa al miglior rimbalzista della lega.

Benvenuto nella post-season. Farà il suo esordio ai playoff Brook Lopez, reduce dalla sua migliore stagione in carriera dopo anni di lottery e un pesante infortunio nella passata stagione. Molti occhi saranno puntati proprio su di lui che dovrà dimostrare al grande pubblico di poter essere decisivo anche quando c’è la stagione in palio e togliersi l’appellativo di giocatore soft. La staffetta che lo vedrà coinvolto contro avversari come Noah, Carloos Boozer, Taj Gibson e Nazr Mohammed è un vero e proprio banco di prova per Brook.
Oltre alla solita questione dei rimbalzi, la vera chiave per Lopez è in attacco dove dovrà essere bravo a leggere i raddoppi e a non intestardirsi alla ricerca di soluzioni perimetrali.

La follia al potere: Dalla panchina due vere e proprie gemme. Non si marcheranno a vicenda ma sarà una serie nella serie tra picchi altissimi e gli epic fail clamorosi. Sto chiaramente parlando di Andray Blatche vs Nate Robinson. Personalmente, starei ore e ore a vedere questi due talenti purissimi (ma anche due clamorose teste matte) giocare. Nei Bulls occhio anche al solidissimo Jimmy Butler: nel corso sua seconda stagione in Illinois ha già soffiato il posto a Rip Hamilton come shooting guard titolare e nelle ultime gare viaggia ad una media di 42 minuti a partita. Ormai è diventato imprescindibile per Thibodeau.

Tutti pronto quindi, dopo sei anni di assenza il primo cammino ai playoff dei Nets comincia ora. Sabato notte alle ore 2.00 si aprono le danze al Barclays Center. Pronti ad assistere alla serie più equilibrata dell’Est?

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