La rinascita

pj-carlesimo

Ci eravamo lasciati agli ultimi giorni del 2012, quando Avery Johnson ha dovuto gioco forza mangiare un panettone amaro e i Nets sembravano persi nella mediocrità tra i primi problemi all’interno dello spogliatoio. Ci ritroviamo nel nuovo anno, un 2013 che non poteva iniziare in modo migliore per la franchigia di Brooklyn. La squadra sembra finalmente andare nella giusta direzione con lo stesso smalto col quale aveva iniziato la regular season.
In questo recap cercheremo di analizzare e a scoprire se ci sono state e quali sono le novità.

PJ is the coach: Proky l’aveva detto alla stampa, abbozzando un sorrisino che i più maliziosi facevano intravedere un possibile ritorno in panchina del PJ più conosciuto, il maestro Zen dagli 11 anelli. Ma Brooklyn sembra essersi ritrovata grazie al suo di PJ, quello noto ai più per la famosa vicenda Sprewell e, da un lato prettamente cestistico, per la finale NCAA raggiunta con Seton Hall nel 1989.
Parliamoci chiaramente: PJ Carlesimo non è un genio, non sta inventando nulla di nuovo e i Nets non giocano un basket spumeggiante che non si era mai visto. Quello che sta riuscendo all’ex assistente di Popovich è mettere i suoi giocatori nelle migliori condizioni possibili per esprimersi al meglio del loro talento.

Welcome back D-Will: La prima mossa di Carlesimo è stata quella di ridare la giusta collocazione tattica alla sua star. Basta col Deron relegato a tiratore all’uscita dai blocchi come se fosse una shooting-guard, meglio il D-Will con la palla in mano a fare da direttore d’orchestra di questo attacco. Non può e non deve essere lui la prima opzione offensiva, non è e non credo sarà mai quel tipo di giocatore. I Nets, con Joe Johnson e Brook Lopez, hanno già due go-to-guy che non hanno alcun problema a fare canestro.
Deron sembra apprezzare, per ora, la cura del nuovo coach e sul campo sta finalmente ripagando il contratto e le aspettative. Nelle ultime due settimane D-Will viaggia ad una media di 20 punti e 8.8 assist con il 48% dal campo e il 50% nel tiro da 3. Se il numero 8 gira bene, tutti i Nets vanno bene: 6-1 con Carlesimo e una striscia positiva di 4 partite attualmente in corso.

Raising Lopez: Dopo una piccola flessione dovuta all’infortunio, sta ricominciando a macinare ottime prestazioni anche Brook Lopez, alla sua migliore stagione in carriera. I voti dei fan non lo aiutano ma credo che i coach si saranno accorti dei miglioramenti del centro di Stanford e sarebbe delittuosa una non chiamata alll’All Star Game di Houston.
Piccoli accorgimenti tattici:
1) Le giocate di pick and roll e pick and pop con Deron Williams stanno rivitalizzando l’attacco dei Nets e la stagione di Deron. Lopez, dal canto suo, può essere mortifero sia dai 5-6 metri sia nelle ricezioni in movimento.

2) Regola PJ: non dategli la palla quando è troppo distante dal canestro. Uno dei difetti del gioco di Lopez erano le classiche ricezioni statiche che facevano stagnare completamente l’attacco. Carlesimo ha ordinato ai suoi di non dargli mai il pallone quando chiama la palla in posizione troppo perimetrale. Risultato? Senza troppi isolamenti ma con ricezioni nella giusta posizione Lopez è uno dei giocatori più efficaci della lega.

A premiare la stagione di Brook ci sono anche le statistiche:
Lopez è il primo centro della lega nel famoso player efficiency rating a quota 25.61 Ed è al quinto posto tra i giocatori dell’intera NBA dietro a Lebron James, Kevin Durant, Carmelo Anthony e Chris Paul. Kobe Bryant è al sesto posto!

Rotazioni lunghe: Una delle maggiore colpe di Avery Johnson è stata quella di non aver migliorato nessuno dei suoi, anzi è riuscito a distruggere e a far regredire il morale di alcuni a favore dei suoi protetti (veterani come Bogans e Stackhouse, per citarne due). Gente come MarShon Brooks (uno dei migliori rookie della passata stagione) e Mirza Teletovic (uno dei migliori giocatori europei, dominante in Eurolega) sono da subito finiti della doghouse del Little General. Risulta molto particolare soprattutto il caso di Teletovic, provato più volte in preseason e nelle primissime partite stagionali come puro e semplice specialista del tiro da 3 (alla Matt Bonner o alla Steve Novak, per intenderci). Le percentuali non hanno aiutato il bosniaco che con Avery non ha più visto il campo.
Dopo il cambio di head coach sta pian piano rientrando nelle rotazioni, ha ripreso a tirare meglio, ad essere meno timido in difesa e a far vedere di avere anche tante altre doti oltre al tiro dalla distanza. La fiducia dei compagni (Reggie Evans e Deron Williams su tutti) di sicuro non l’ha mai persa, viene descritto come uno dei migliori giocatori in allenamento con la voglia di migliorare e di affinare le sue caratteristiche al mondo NBA.

Schedule: Il calendario è stato benevolo con i Nets. Tra le 7 squadre incontrate da Brooklyn con PJ in panchina, 5 presentavano un record sotto il 50%. Ma i Nets hanno vinto e anche bene, chiudendo subito la pratica (cosa che non succedeva mai con Avery Johnson). Inoltre è arrivata la prestazione monstre ad Oklahoma City il 2 Gennaio. Il 110-93 a casa di una delle migliori (se non la migliore) squadre della lega potrebbe essere stata la chiave della stagione.
Le prossime due settimane ci daranno molte più risposte: oltre alla partita di questa notte contro i Phoenix Suns, Brooklyn ospiterà Indiana tra le proprie mura domenica prossima. Poi sarà il turno di Toronto (che senza il Mago appare in forma), due partite molto importanti contro gli Atlanta Hawks e il derby del 21 Gennaio contro i New York Knicks, distanti solo 3 partite nella corsa all’Atlantic Division.

Brooklyn sembra nuovamente in ascesa, staremo a vedere quanto e se durerà la luna di miele tra il nuovo corso dell’esperto Carlesimo e i suoi giocatori, il nostro primo recap del 2013 termina qui!

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