L’involuzione di Deron Williams

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In un momento del genere forse varrebbe la pena fermarsi un attimo e ragionare su cosa funziona e cosa non funziona. Soprattutto quando colui che doveva rappresentare il salvatore, la rinascita, la vera faccia della nuova franchigia di Brooklyn sta chiaramente deludendo le aspettative. In questo post proveremo ad analizzare una netta involuzione in quella che è (era?) probabilmente una delle più forti point guard della NBA assieme al suo amico-nemico Chris Paul. Un giocatore che non più tardi di 6 mesi fa ha ottenuto il massimo salariale e che al momento è terzo nelle votazioni tra le guardie da mandare all’All Star Game di Houston.

I numeri parlano chiaro: Stagione 2010/2011 (ovviamente consideriamo solo il periodo che va dal 23 Febbraio in poi, ovvero da quando i Nets scambiarono per lui)

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Stagione 2011/2012

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Stagione 2012/2013

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Oltre al dato nudo e crudo che riporta le percentuali, scarse, al tiro di D-Will è soprattutto la sua selezione di tiri a lasciarmi preoccupato:

Deron Williams versione Nets (prima New Jersey e poi Brooklyn) è senza dubbio un giocatore diverso. Basterebbe vedere un qualunque video con i suoi highlights delle sue annate agli Utah Jazz! Vedrete un giocatore che non ha paura dei contatti, che attacca il ferro costantemente aggredendo le difese avversarie.
Il D-Will versione Utah aveva quasi sempre la palla in mano. Il sistema di Jerry Sloan probabilmente lo rendeva un giocatore molto più forte di quello che è, costringendo le difese avversarie a fare delle scelte. Lo raddoppiate? Troverà sempre il compagno libero grazie alle grandi doti di playmaking. Lo mandate verso il ferro? Nessun problema, può battere l’uomo 1 vs 1 e andare a canestro. Gli lasciate 5 metri di spazio? Il suo tiro dalla distanza vi seppellirà.

Il sistema (se così possiamo chiamarlo) di Avery Johnson è molto più predicato verso gli isolamenti e in generale The Little General durante la sua permanenza sulla panchina dei Nets non hai dato una chiara identità di gioco offensiva alla sua squadra lasciando spesso spazio all’improvvisazione dei suoi (pochi) singoli. Tutto il contrario del vecchio Jerry Sloan che non lasciava nulla al caso e pur non essendo un simpaticone (Deron lo fece addirittura cacciare prima di fare lui le valigie) ha dato vita all’attacco più organizzato e produttivo degli ultimi 30 anni di NBA toccando picchi di altissimo livello con il famoso Stockton to Malone.

In questi 2 anni e mezzo abbiamo visto D-Will giocare molto più spesso da shooting-guard, relegato a delle classiche uscite dai blocchi per prendersi dei tiri dalla distanza. Lo stesso D-Will molto spesso si è accontentato a soluzioni perimetrali snaturando completamente il suo gioco.
Probabilmente a queste accuse Deron vi risponderebbe guardandovi in faccia con un sorriso beffardo: “Chiaro, a Utah avevo dei grandi giocatori di pick’n roll come Boozer e Millsap. Qui ho un centrone bianco che avrà anche delle mani fatate ma che possiede la mobilità di un bradipo e preferisce ricevere i suoi palloni in post basso e fare tutto da solo. Per non parlare dell’ex Kardashian, uno che ha il peggior QI cestistico della NBA attuale e che inoltre sta sul cazzo anche a sua madre“.

Una soluzione percorribile potrebbe essere proprio quella di scambiare l’uomo da 12 milioni di dollari per due anni in cambio di un giocatore più funzionale al gioco del numero 8. Di nomi ora non ne facciamo, sarebbe stupido farlo considerando quanto difficili sono le questioni legate alle trade NBA.

Ma può essere la sola e unica causa dell’involuzione di un giocatore del genere? Se i Nets hanno intenzioni di diventare una squadra di livello da qui alle prossime 2 stagioni qualche domanda su Deron Williams dovranno farsela. Ma soprattutto D-Will dovrà dimostrare di valere quel contratto da superstar che ha ottenuto in estate!

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4 risposte a L’involuzione di Deron Williams

  1. Stefano ha detto:

    D’accordo su tutto (anche perché la mappa di tiro con le percentuali che hai riportato non lascia dubbi). Il punto cruciale che hai toccato è il pick and roll, che apre infinite possibilità ad un playmaker illuminato come Deron. Non avere la possibilità di fare quella selezione naturale che il pick and roll ti porta a fare, inevitabilmente limita le possibilità sia di tiro (passar dietro un blocco portato da Boozer ad esempio era garanzia di canestro per D-Will) e allo stesso tempo fa sì che si generino molte meno situazioni in cui diventare decisivo dal palleggio con un assist. Brooklin (anche se ultimamente in calo) ha paradossalmente trovato il suo equilibrio non sfruttando al meglio nè William nè Johnson e paradossalmente, per un certo periodo, questo è stato anche un bene per la squadra. Adesso bisogna dare la svolta, bisogna caricare sulle spalle di Deron la squadra (giocatore che fa vincere da solo tranquillamente 20 partite di regular season), magari mettendo un uomo che giochi il pick and roll (non al posto di Lopez che è IL fattore di questa stagione) e iniziando a disegnare qualche gioco che veda Deron coinvolto come tiratore in uscita dai blocchi (la misera percentuale di tiri dall’angolo fa intuire che questa opzione non viene praticata), lasciando la palla più tempo nelle mani di Johnson.

  2. Marco ha detto:

    Ciao Jason, volevo chiederti: il quarto grafico che hai inserito serve a mostrare la tendenza di Deron a tirare da lontano e ad attaccare sempre di meno il canestro?

    Poi volevo chiedere una cosa a Stefano: ma è possibile per te schierare un lungo come Lopez e un secondo lungo adatto a giocare il pick ‘n roll simultaneamente in campo? Se schiero Deron+il lungo che giochi il pick ‘n roll, il secondo lungo non dovrebbe essere un giocatore perimetrale o comunque molto dinamico? Cioè in grado di allargare il campo e quindi creare più spazio in area per il pick ‘n roll (come accadeva con il trio Deron-Boozer-Okur a Utah)? Oppure intendi Lopez+lungo che giochi in pick n’roll non simultaneamente in campo? Cioè due opzioni offensive da cercare all’interno della rotazione, ma non simultaneamente in campo.
    Anche perché io credo che un lungo come Evans o Humphries sia ideale da accoppiare con Lopez. Perché Lopez è un giocatore davvero di un’altra epoca: anche se ci sono giocatori della sua stazza che giocano in post basso, è davvero il lungo meno dinamico della NBA. Quando Jason una volta aveva riportato la statistica che i Nets erano la squadra che giocava il minor numero di possessi, ossia che giocava ai ritmi più bassi di tutta la NBA: credo che questa statistica si spieghi fondamentalmente con la presenza di Lopez. Ora, dal momento che Lopez non è fortissimo a rimbalzo, il secondo lungo per me deve essere fondamentalmente un grandissimo rimbalzista (come Evans ed Humphries). Perché se giochi pochissimo possessi, controllare i rimbalzi difensivi diventa fondamentale (per non concedere ulteriori possessi agli avversari), così come i rimbalzi offensivi (se giochi pochissimi possessi offensivi, ogni rimbalzo d’attacco è un extra-possesso).

  3. jason05 ha detto:

    Esatto Marco, è la shooting chart di Deron di questa stagione. Come si può vedere dal grafico più della metà delle soluzioni offensive di Deron (il 67,9% per la precisione) proviene dal perimetro.
    Tra l’altro il Deron Williams che attacca il ferro ha anche un efficienza nettamente superiore..sia per numero di assist (che sale a dismisura) che per percentuali al tiro.
    Vero, D-Will ha dei numerosi problemini fisici…ma io lo preferisco da distributore rispetto a questa che sembra la brutta copia di Stephon Marbury ultimi anni di NBA.

    Anche ieri è stato veramente dannoso a tratti….speriamo che il canestro di JJ e la voglia di Gerald Wallace lo abbiano reso più tranquillo per le prossime partite.

  4. bukowski ha detto:

    Humpries+Brooks per Landry potrebbe essere una buona soluzione, si fa un pò di spazio per Evans e Teletovic e si mette dentro uno con tanti rimbalzi e punti nelle mani che non ha la smania di giocare 35 minuti a partita. Di la si cautelano l’assenza di Rush ma perdono uno dei punti fermi della stagione. Senza un Bogut in buone condizioni è difficile pensare di privarsi di Landry.

    Comunque salarialmente necessiterebbero dei filler, perchè Brooklynn ha il cap più pieno di tutta la nba. Contrattoni lunghi e pesanti…è difficile pensare a degli scambi sensati.

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